Salute

Caritas Palermo, con Jobel nuove opportunità per i giovani del circuito penale

Redazione

Caritas Palermo, con Jobel nuove opportunità per i giovani del circuito penale

Ven, 06/11/2026 - 13:59

Condividi su:

Quattro tirocini formativi della durata media di sei mesi e 16 giovani accolti in attività di volontariato in tre sedi. Sono alcuni dei risultati di Jobel, il progetto promosso a Palermo dalla Caritas diocesana per favorire il reinserimento sociale, educativo e lavorativo dei minori e dei giovani sottoposti a provvedimenti penali, coinvolgendo istituzioni, realtà sociali e comunità ecclesiale. Jobel è un progetto nazionale promosso da Caritas Italiana con il sostegno di Intesa Sanpaolo e coinvolge 16 territori in cui sono presenti IPM, attraverso le Caritas diocesane e i cappellani degli istituti penali minorili.

Il percorso sarà al centro del convegno in programma, martedì 10 novembre, alle 15, dal titolo «La giustizia riparativa nei processi educativi dei giovani. Dal conflitto alla crescita: riparazione, formazione, lavoro», al Centro Agàpe, in piazza Santa Chiara, 10. Un’occasione per condividere l’esperienza del progetto e confrontarsi sulle opportunità educative e di inclusione per i ragazzi del circuito penale.
Al centro di Jobel c’è la possibilità di costruire percorsi di crescita attraverso esperienze concrete: imparare un mestiere, assumere un impegno, prendersi cura di uno spazio e degli altri. Opportunità con cui accompagnare i ragazzi verso una maggiore autonomia e responsabilità, rafforzando le relazioni tra il mondo della giustizia minorile e il territorio.

“Il progetto Jobel nasce dalla convinzione che ogni giovane, anche quando ha sbagliato, porta in sé la possibilità di ricominciare – spiega il direttore della Caritas diocesana di Palermo, don Sergio Ciresi –. Quindi non si tratta solo di offrire un’opportunità, ma di costruire insieme percorsi di ascolto, di formazione e di lavoro che restituiscono dignità e prospettive. Da mesi abbiamo accompagnato ragazzi e ragazze nel circuito penale con strumenti concreti, tirocini, esperienze di volontariato. Abbiamo ascoltato storie, incontrato famiglie, lavorato a fianco di operatori, educatori e volontari. Abbiamo visto quanto sia potente il gesto di prendersi cura di uno spazio, di imparare un mestiere, di sentirsi utili e riconosciuti. Jobel non è un progetto isolato, è il frutto di una rete che unisce la Caritas diocesana di Palermo, le istituzioni, il mondo della giustizia minorile, le scuole e gli enti del terzo settore. Quindi, una rete che crede nella giustizia riparativa, non come una parola astratta, ma come una pratica quotidiana di relazione, di responsabilità e di speranza”.
L’impatto generato dal progetto Jobel
L’ascolto ha rappresentato una componente centrale dell’intervento. Sono stati realizzati 60 colloqui in carcere con cinque giovani e 37 colloqui all’esterno, nell’ambito dell’accompagnamento di 16 giovani e cinque famiglie. Sono stati, inoltre, compiuti interventi di sostegno psicologico ed educativo fuori dal carcere in favore di 16 giovani. Alla dimensione dell’ascolto si affianca, poi, quella dell’accesso alle opportunità, con i tirocini, nella cura del verde, e le attività di volontariato. E, infine, anche il lavoro manuale è diventato uno spazio educativo: 16 ragazzi hanno partecipato a un laboratorio di manualità creativa in carcere, con incontri settimanali nell’arco di tre mesi.

L’impatto ricercato da Jobel riguarda anche la comunità che accoglie. Le attività formative hanno coinvolto 111 persone: 20 giovani del servizio civile, 20 studenti delle scuole superiori, 30 insegnanti di religione cattolica e 41 volontari delle Caritas parrocchiali. Il progetto ha inoltre mobilitato 20 operatori e 17 volontari, sette dei quali nuovi.
La rete ha coinvolto l’Istituto penale per i minorenni e uffici della giustizia minorile, la Pastorale carceraria, scuole, realtà del Terzo settore e professionisti.
Il convegno su “La giustizia riparativa nei processi educativi dei giovani”
Il programma del convegno in cui saranno presentati i risultati del progetto prevede i saluti istituzionali di rappresentanti della magistratura, dell’amministrazione comunale, della giustizia minorile e della Chiesa palermitana.
Alle 16 sarà presentato il progetto Jobel, con il coinvolgimento di Caritas Italiana, Intesa Sanpaolo, Caritas diocesana, cappellano e Istituto penale per i minorenni. Uno spazio sarà dedicato allo sguardo dei ragazzi dell’IPM.
Alle 17 si svolgerà la tavola rotonda, con gli interventi di Giovanni Di Chiara, ordinario di Diritto processuale penale dell’Università di Palermo; Claudia Caramanna, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni; Maria Rosa Gerbino, magistrato di sorveglianza del Tribunale per i minorenni di Palermo; Giuseppe Ciulla, direttore dell’USSM di Palermo; fra Mauro Billetta, psicoterapeuta; don Carlo Cianciabella, cappellano dell’IPM; Nadia Lodato, della cooperativa sociale Rigenerazioni; e Vito Lo Scrudato, garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Palermo.
Alle 18 le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice. Seguirà un aperitivo a cura di Cotti in Fragranza.
“Il 10 novembre al Centro Agape, una delle sedi della Caritas Diocesana di Palermo, ci ritroveremo per raccontare questa esperienza e per confrontarci su come continuare a trasformare il conflitto in crescita – conclude don Ciresi -. Lo faremo insieme a magistrati, educatori, operatori e la comunità ecclesiale, perché nessuno può camminare da solo su questa strada. La Chiesa di Palermo, attraverso la Caritas Diocesana, vuole continuare a stare accanto a questi giovani, non con giudizi, ma con prossimità, non con soluzioni facili, ma con pazienza e concretezza, perché ogni ragazzo che ritrova fiducia in se stesso e nella comunità è una vittoria per tutti”.

banner italpress istituzionale banner italpress tv