Salute

Sudan: Unicef, oltre 400 bambini uccisi o feriti fra gennaio e settembre

Redazione

Sudan: Unicef, oltre 400 bambini uccisi o feriti fra gennaio e settembre

Ven, 30/10/2026 - 11:21

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Tra gennaio e settembre oltre 400 bambini sono stati uccisi o feriti in Sudan, e gli attacchi con droni armati sono responsabili di una quota significativa di queste vittime. Lo denuncia in una nota Etleva Kadilli, direttrice regionale del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) per l’Africa orientale e meridionale. “Secondo le notizie, almeno cinque bambini di eta’ compresa tra i 7 e i 14 anni, tra cui tre maschi e due femmine, sono stati uccisi e altri due sono rimasti feriti in un attacco con droni armati contro un mercato a Nyala, nel Darfur meridionale, in Sudan, il 26 ottobre.

Appena una settimana prima, il 19 ottobre, secondo le notizie, attacchi con droni armati avevano ucciso almeno 80 persone, tra cui donne e bambini, in un affollato mercato di Abyei. I mercati sono luoghi in cui le famiglie acquistano cibo e le persone lavorano per guadagnarsi da vivere. Andare al mercato non dovrebbe mai costare la vita a un bambino”, afferma Kadilli.

Questi attacchi, prosegue la rappresentante dell’Unicef, si verificano in un momento in cui gli attacchi con droni armati stanno causando un numero sempre maggiore di vittime tra i bambini e i civili in Sudan. “Tra gennaio e settembre 2026 sono stati segnalati oltre 400 bambini uccisi o feriti, e gli attacchi con droni armati sono responsabili di una quota significativa di queste vittime. Gli attacchi con droni armati – prosegue la dichiarazione – hanno inoltre danneggiato abitazioni e infrastrutture civili, tra cui scuole, strutture sanitarie, reti idriche e mercati. Per i bambini in Sudan, anche gli aspetti piu’ ordinari della vita quotidiana stanno diventando sempre piu’ pericolosi. I bambini dovrebbero poter andare al mercato, frequentare la scuola o ricorrere alle cure mediche senza mettere a rischio la propria vita. Dopo oltre tre anni di conflitto, i bambini in Sudan hanno bisogno di maggiore protezione dalla violenza, non di nuovi modi in cui il conflitto possa colpirli. Bisogna porre fine alle uccisioni e alle ferite inflitte ai bambini”, conclude Kadilli.

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