Contrastare la solitudine involontaria e valorizzare la popolazione anziana come risorsa attiva del welfare: è l’obiettivo del programma “Age Well Kakis” varato a Singapore, che metterà a disposizione fino a 700.000 opportunità di volontariato e supporto reciproco per i residenti dai 50 anni in su. L’iniziativa abbina i cittadini senior ad attività di assistenza comunitaria in linea con competenze e disponibilità, prevedendo anche l’erogazione di un’indennità economica.
Il progetto mira a colmare la distanza crescente tra aspettativa di vita e anni vissuti in salute autosufficiente (healthspan), riducendo l’impatto economico e sociale dell’isolamento. “Una comunità solidale non è semplicemente quella che si prende cura dei propri anziani, ma quella in cui gli anziani si prendono cura gli uni degli altri”, ha sottolineato il Senior Minister of State per la Salute, Tan Kiat How, annunciando l’iniziativa all’apertura del National Celebration of Seniors. Quando si dona il proprio tempo a una causa, ha rimarcato Tan, “troviamo uno scopo più profondo, costruiamo legami e manteniamo mente e corpo attivi”. Con oltre un quinto della popolazione destinato a superare i 65 anni entro il decennio, la città-stato asiatica — classificata tra le società “super-anziane” al pari di economie come Italia e Giappone — sperimenta così nuovi modelli di welfare circolare per contenere la pressione sulla spesa sanitaria pubblica.

