Il Parlamento spagnolo boccia i decreti del governo socialista di Pedro Sanchez che avrebbero ‘congelato’ gli sfratti per far fronte all’emergenza abitativa. Il voto contrario dei Popolari, dell’estrema destra di Vox e soprattutto il ‘no’ decisivo dei nazionalisti catalani di Junts de Catalunya, affossano i provvedimenti che l’esecutivo aveva messo sul tavolo per rispondere alla protesta di migliaia di persone che da giorni protestano a Madrid e in altre citta’ della Spagna chiedendo nuove leggi sulla casa. La doppia bocciatura potrebbe portare a un voto anticipato in Spagna, gia’ alla fine di novembre.
Il governo Sanchez nei giorni scorsi ha varato due provvedimenti urgenti per rispondere alla grave crisi abitativa che colpisce il Paese e sotto la pressione delle proteste del movimento nato dopo il caso di Maricarmen Abascal, l’87enne invalida al 50%, sfrattata dalla sua abitazione a Madrid dopo che la societa’ di gestione immobiliare proprietaria del suo appartamento le aveva quintuplicato l’affitto. Il primo decreto e’ stato bocciato dal Congresso con 178 voti contrari e 172 favorevoli, il secondo con 184 no contro 166 si’.
Decisivi i voti negativi della destra del Partido Popular, dell’estrema destra di Vox e soprattutto dei catalani di Junts, che a lungo hanno tenuto in vita con un appoggio esterno la fragile maggioranza parlamentare di Sanchez. Junts aveva preannunciato gia’ alla vigilia il suo voto contrari ma le trattative con i socialisti, continuate fino a stamattina, non sono servite a evitare il ‘no’ dei catalani.
Centinaia di persone radunate davanti al Congresso di Madrid hanno reagito con rabbia e indignazione alla notizia del voto del Parlamento. Migliaia di persone sono ancora radunate nella centralissima Puerta del Sol a Madrid e i comitati organizzatori hanno organizzato per domani, 3 ottobre, manifestazioni nella capitale e altre 22 citta’ spagnole. Il doppio voto contro il governo potrebbe portare a elezioni anticipate in Spagna gia’ a novembre. La decisione di Sanchez di ricorrere al voto anticipato dopo la doppia bocciatura in Parlamento sui decreti casa potrebbe arrivare nel weekend, riferiscono fonti socialiste di governo.
Il premier spagnolo ha difeso fino all’ultimo i provvedimenti sulla casa, e si e’ rivolto alla destra chiedendo di “dimenticare per un momento il calcolo politico e pensare alle famiglie che vivono in angoscia perche’ continuano ad aumentare gli affitti. Queste persone esistono, sono i nostri compatrioti, indipendentemente da chi votano”, ha detto il leader socialista. Sanchez ha passato gran parte della mattinata in Parlamento e starebbe valutando il da farsi insieme ai suoi ministri e al gruppo dirigente del Psoe. Fonti socialiste consultate da El Pais riferiscono che parte del gruppo dirigente del partito sarebbe per chiamare “oggi stesso” il voto, mentre un’altra parte e’ piu’ propensa ad aspettare le manifestazioni sul diritto alla casa previste per questo fine settimana.
In quest’ultimo caso, Sanchez potrebbe chiedere il voto anticipato lunedi’, prima della riunione del comitato esecutivo del PSOE gia’ in programma. Se il primo ministro socialista decidesse di chiedere elezioni anticipate, lo stesso Sanchez annuncerebbe la sua intenzione lunedi’, con pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dello Stato martedi’. Cio’ fisserebbe la data delle elezioni al 29 novembre. Se le elezioni non venissero indette immediatamente, potrebbero tenersi la settimana successiva, in concomitanza con la Festa della Costituzione (6 dicembre), che cade di domenica

