Salute

Quarto Policlinico, Campione (UDC): «Caltanissetta penalizzata da una classe politica senza visione»

Redazione

Quarto Policlinico, Campione (UDC): «Caltanissetta penalizzata da una classe politica senza visione»

Il segretario provinciale facente funzioni dell'UDC interviene sulla vicenda del Policlinico universitario e allarga la riflessione alle difficoltà della città: «Lo scaricabarile tra le forze politiche è improduttivo. Mancano cultura amministrativa e un progetto di sviluppo a lungo termine».
Ven, 23/10/2026 - 22:13

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Il dibattito sul quarto Policlinico universitario della Sicilia continua ad alimentare il confronto politico a Caltanissetta. Dopo l’emendamento da un milione di euro destinato all’Asp di Enna, la conferenza stampa del sindaco Walter Tesauro e i chiarimenti dell’Assessorato regionale alla Salute sulla necessità di ulteriori passaggi istituzionali, arriva una riflessione dai toni particolarmente severi sulla situazione politica e amministrativa del capoluogo nisseno.

A intervenire è l’avvocato Antonio Campione, segretario provinciale facente funzioni dell’UDC di Caltanissetta, che attraverso una nota indirizzata alla nostra redazione affronta non soltanto la questione del Policlinico, ma anche le responsabilità della classe dirigente e le prospettive economiche e sociali della città.

«Non so – come penso che nessuno sappia – quali sviluppi avrà quello che sembra un primo passo ufficiale verso l’istituzione del Policlinico ad Enna invece che a Caltanissetta, come alcuni esponenti politici avevano promesso e annunciato – dichiara l’avvocato Antonio Campione –. Non intendo pertanto prendere posizione né a favore dei critici né a favore degli speranzosi perché questo iter è appena stato avviato e non si conoscono tempi e risultati».

Campione evidenzia tuttavia una condizione di svantaggio che, a suo giudizio, continua a caratterizzare il territorio nisseno.

«Devo però far rilevare che Caltanissetta parte ancora una volta sfavorita, come in tante altre occasioni nelle quali realtà più attive e capaci della nostra sono partite in vantaggio e hanno raggiunto il loro obiettivo proprio a scapito nostro – osserva il segretario provinciale dell’UDC –. Il dibattito che è sorto da questa notizia, lo stanziamento da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana di un milione di euro per un progetto preliminare di fattibilità del Policlinico, si sta incentrando sulle conseguenze che la perdita di questa occasione per la città comporterà e sulle responsabilità della situazione».

Il giudizio si fa particolarmente critico quando l’attenzione si sposta sulle polemiche tra le diverse forze politiche.

«Ritengo che lo scaricabarile tra le forze politiche in campo sia assolutamente improduttivo e anche pretestuoso perché Caltanissetta ha perso e perde con qualsiasi schieramento la guidi così come lo sono le passerelle inutili di esponenti politici che non hanno mai portato nulla a questa città e che farebbero meglio a tacere – afferma Campione –. Il problema è un altro e va detto chiaramente anche se sono certo che tutti i cittadini lo conoscano: quella che abbiamo è una classe politica scarsa, impreparata, arrogante e spesso interessata soltanto ai benefici personali come incarichi e gettoni di presenza».

Una valutazione che l’esponente dell’UDC estende alla capacità di programmazione e alla mancanza di una strategia complessiva per il futuro di Caltanissetta.

«Si tratta di una classe politica senza cultura amministrativa e senza una visione generale che costruisca un progetto di società e di economia a lunga scadenza considerando nel contempo le esigenze attuali e impellenti dei cittadini nisseni – prosegue l’avvocato Campione –. Questa classe dirigente comanda e dispone ma non porta nessun risultato utile e quindi essa deve essere ritenuta direttamente e gravemente responsabile della situazione attuale».

Il riferimento si allarga quindi alle difficoltà economiche e sociali che attraversano la città, dall’emigrazione giovanile alla progressiva riduzione delle attività commerciali.

«I giovani emigrano, i negozi chiudono, gli imprenditori se ne vanno, nessuno ha interesse a venire a vivere a lavorare nella nostra città mentre una piccola fetta di privilegiati continua a vivere in una ricchezza spesso immeritata e forse anche poco trasparente – sottolinea Campione –. Non è questo il futuro che vogliamo per la nostra città e dovrei dire che non meritiamo, se non fosse per un punto molto importante: questa classe politica e dirigente è stata votata dai cittadini nisseni».

L’avvocato richiama quindi anche la responsabilità degli elettori nella scelta dei propri rappresentanti.

«Quando si contesta a questa classe politica la sua evidente incapacità, essa risponde sempre vantando risultati inesistenti e alla fine dichiarando di avere avuto la legittimazione popolare – aggiunge –. Questo è vero: ma la situazione attuale è oramai gravissima e il giudizio negativo dei cittadini elettori serpeggia in città come questa crisi sempre più acuta e preoccupante».

Nella parte conclusiva della nota, Campione critica anche il sistema delle nomine e richiama la necessità di un cambiamento della rappresentanza politica.

«Certo è meglio essere stati eletti – anche se per errore – che essere stati nominati da poteri forti che premiano, nelle nomine, persone poco capaci e disinteressate al bene comune ma sempre fedeli al vincitore di turno, ma un segnale di contestazione e di distacco va dato quanto prima e non va più rinviato, così come non vanno date seconde occasioni a chi ne ha già avute tantissime».

Guardando ai prossimi appuntamenti elettorali, il segretario provinciale facente funzioni dell’UDC auspica un cambiamento della classe dirigente.

«E allora questa città e i suoi cittadini, traditi e delusi, impoveriti e preoccupati, avranno la possibilità di votare persone nuove, oneste e competenti, che potrebbero fare qualcosa di concreto per salvare Caltanissetta dal baratro che si prospetta e che non consiste soltanto nella perdita, probabile se non certa, del Policlinico», conclude l’avvocato Antonio Campione.

Una riflessione che parte dalla vicenda del quarto Policlinico universitario per trasformarsi in una critica più ampia alla gestione politica della città. Per Campione, il confronto tra Caltanissetta ed Enna rappresenta soprattutto l’occasione per interrogarsi sulle responsabilità della classe dirigente e sulla necessità di costruire una prospettiva di sviluppo che vada oltre le singole vertenze territoriali.

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