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Le correnti oceaniche di Perpetual Ocean 2 della NASA conquistano il web – Il video

AdnKronos

Le correnti oceaniche di Perpetual Ocean 2 della NASA conquistano il web – Il video

Ven, 09/10/2026 - 12:59

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(Adnkronos) – La spettacolare visualizzazione del Scientific Visualization Studio ha superato 1,3 milioni di visualizzazioni su YouTube e trasforma anni di dati oceanografici nelle grandi “autostrade” del mare, tra vortici reali, maelstrom e antiche leggende sul Kraken. Sembrano filamenti luminosi avvolti attorno alla Terra, ma sono le grandi correnti che attraversano gli oceani del pianeta. Perpetual Ocean 2, la spettacolare visualizzazione realizzata dal Scientific Visualization Studio della NASA, è diventata uno dei contenuti scientifici più suggestivi circolati online, grazie alla capacità di trasformare enormi quantità di dati oceanografici in immagini immediatamente comprensibili. Le grandi spirali delle correnti, illuminate dalle scie delle particelle virtuali, producono a tratti un effetto quasi pittorico, capace di richiamare le vorticosità di Van Gogh senza perdere nulla della precisione scientifica che le genera. 
La versione narrata ufficiale pubblicata da NASA Goddard ha superato 1,3 milioni di visualizzazioni su YouTube, raccogliendo circa 31 mila like. Il progetto ha inoltre ottenuto una vetrina internazionale con la selezione nell'Electronic Theater di SIGGRAPH 2025, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati alla computer graphics e alla visualizzazione digitale. Alla base di Perpetual Ocean 2 c'è ECCO, Estimating the Circulation and Climate of the Ocean, il sistema che integra osservazioni provenienti da satelliti, boe e altri strumenti in situ con un modello numerico della circolazione oceanica. I dati utilizzati nella visualizzazione provengono da ECCO-2 e coprono il periodo compreso tra il 2021 e il 2023. Perpetual Ocean 2 mostra le correnti non soltanto sulla superficie, ma attraverso il campo tridimensionale di velocità dell'oceano. Per renderle visibili vengono liberate nel modello centinaia di milioni di particelle virtuali, che vengono trasportate dalle correnti calcolate e continuamente riequilibrate per mantenere leggibile la rappresentazione e la scala della produzione è altrettanto impressionante. La sequenza principale comprende oltre 19 mila frame, mentre la versione equirettangolare è stata renderizzata con fotogrammi da 16.384 per 8.192 pixel. Solo questa serie comprende oltre 7.200 immagini ad altissima risoluzione e supera complessivamente i 7 terabyte di dati. Il risultato è un pianeta apparentemente vivo, attraversato da vortici, fasci e traiettorie che rendono visibile il movimento continuo degli oceani.  

La circolazione oceanica globale nella proiezione equirettangolare di Perpetual Ocean 2. La serie NASA comprende oltre 7.200 immagini renderizzate fino a 16.384 × 8.192 pixel. Crediti: NASA SVS

    Nella rappresentazione scientifica anche colori e lunghezza delle scie contengono informazioni. Le particelle che si trovano dalla superficie fino a circa 600 metri di profondità vengono rappresentate in bianco e mantengono una traccia di tre giorni. Quelle originate più in profondità utilizzano invece tonalità dal blu al ciano e scie di sei giorni, permettendo di distinguere le strutture superficiali dalle masse d'acqua profonde.  

La Corrente del Golfo nell’Atlantico settentrionale: le tonalità più calde seguono il trasporto di acqua tropicale verso nord, mentre vortici e meandri rivelano la complessità della circolazione oceanica. Crediti: NASA

  

 

 
Tra le protagoniste emergono alcune delle correnti più potenti del pianeta, nel Pacifico appare la Kuroshio, nell'Oceano Indiano la Corrente delle Agulhas, mentre nell'Atlantico domina la Corrente del Golfo, che può raggiungere in superficie velocità fino a circa 2,5 metri al secondo. Le correnti non scorrono però come semplici fiumi rettilinei nel mare. Possono piegarsi, formare grandi meandri e generare eddies, vortici capaci di separarsi dal flusso principale e intrappolare al proprio interno masse d'acqua calda o fredda. Gli Agulhas Rings, per esempio, possono sopravvivere per oltre due anni mentre attraversano l'Atlantico meridionale. Di seguito, il video ufficiale di Perpetual Ocean 2, pubblicato da NASA Goddard su YouTube.   Ed è proprio osservando queste gigantesche strutture rotanti che la visualizzazione della NASA sembra entrare, quasi inevitabilmente, in dialogo con un immaginario molto più antico. Per secoli vortici e correnti impetuose dell'Atlantico settentrionale hanno alimentato storie di maelstrom, mari capaci di inghiottire le imbarcazioni e creature gigantesche nascoste sotto la superficie pronte a divorare marinai inconsapevoli.  

Carta Marina, Olaus Magnus, 1539. Pubblico dominio. Uppsala University Library / Wikimedia Commons.

  

 

 

 
Il termine è legato in particolare alle acque della Norvegia settentrionale e al Moskstraumen, nelle isole Lofoten, uno dei più celebri sistemi di correnti di marea del mondo. Tra Moskenesøya e Mosken, enormi masse d'acqua vengono spinte periodicamente attraverso passaggi relativamente stretti. La combinazione tra maree, fondali e conformazione della costa può produrre correnti estremamente intense e grandi strutture rotanti. 
Il fenomeno era noto ai navigatori molto prima dell'oceanografia moderna, compare già nella Carta Marina di Olaus Magnus del 1539, mentre nei secoli successivi il maelstrom entrò definitivamente nell'immaginario europeo, fino alla celebre rappresentazione letteraria di Edgar Allan Poe in A Descent into the Maelström
. Le visualizzazioni di ECCO-2 consentono oggi di osservare la circolazione oceanica su vasta scala anche nell'Atlantico settentrionale e nei mari che circondano la Norvegia. Non rappresentano però direttamente e con dettaglio il Moskstraumen: il celebre vortice delle Lofoten è un fenomeno locale dominato da maree e batimetria, su una scala differente rispetto a quella di un modello globale della circolazione oceanica. Il collegamento con il Kraken appartiene invece soprattutto alla storia dell'immaginario marinaro. Per secoli mari poco conosciuti, correnti violente, vortici e incontri con grandi animali marini finirono per fondersi nei racconti dei navigatori del Nord Europa. Nel tempo quelle acque sembrarono popolarsi di creature abbastanza grandi da trascinare una nave sotto la superficie.  

“The Kraken, as seen by the eye of imagination”, incisione del 1887 da Monsters of the Sea: Legendary and Authentic di John Gibson, attribuita a Edgar Etherington. Pubblico dominio.

    La scienza moderna ha separato quei fenomeni: da una parte le grandi specie marine, dall'altra le maree, la batimetria, le correnti e i vortici. Ma Perpetual Ocean 2 restituisce involontariamente qualcosa dell'intuizione che alimentò quelle storie: l'oceano non è affatto una massa d'acqua immobile, ma un sistema dinamico attraversato da strutture immense, invisibili a chi lo osserva soltanto dalla superficie. Dietro l'estetica quasi ipnotica della visualizzazione rimane infatti un sistema fisico fondamentale per il pianeta, le correnti trasportano calore, sale, nutrienti e carbonio attraverso gli oceani e contribuiscono a collegare regioni distanti migliaia di chilometri. 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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