Certe volte ci sono notizie che sembrano usate direttamente da una sceneggiatura comica, eppure arrivano dritte dalla realtà di tutti i giorni. L’ultima perla arriva da Ischia, dove un cartello affisso in un ambulatorio è diventato virale in poche ore, strappando sorrisi e scatenando il dibattito sul web. Il testo, di una semplicità disarmante quanto spiazzante, recitava più o meno così: per avere il certificato di malattia, bisogna essere malati. Un concetto che sembrerebbe ovvio, quasi banale, ma che evidentemente, nella frenesia della vita moderna e dei piccoli sotterfugi quotidiani, aveva bisogno di essere messo nero su bianco.
Per essere precisi e dare a Cesare quel che è di Cesare, l’avviso in questione è comparso al poliambulatorio del distretto 36 dell’Asl Napoli 2 Nord. Un luogo di lavoro come tanti, dove ogni giorno medici e personale sanitario si trovano a gestire la qualunque, tra reali urgenze e richieste a dir poco fantasiose. Di fronte all’ennesimo paziente in cerca di un giorno di riposo immotivato o di una giustificazione a uso e consumo del proprio capo, qualcuno ha deciso di dire basta alla diplomazia e di affidarsi alla più tagliente delle ironie: un cartello che ha fatto il giro della rete, trasformandosi nel manifesto di tutti i medici di base d’Italia.
La cosa che fa più sorridere, in fondo, è proprio questa: il fatto che ci sia stato bisogno di scriverlo. Viviamo in un’epoca in cui diamo per scontato che tutto debba essere spiegato, regolamentato e specificato, ma arrivare a ricordare che la malattia è un prerequisito fondamentale per un certificato medico ha dell’incredibile. Da un lato c’è l’amarezza di chi lavora seriamente e si scontra quotidianamente con le furbizie di chi considera la mutua alla stregua di un bonus vacanze; dall’altro c’è la genialità tutta nostrana di trasformare un momento di esasperazione burocratica in un meme collettivo.
Alla fine, la notizia strappa una risata amara. I medici del distretto 36 si sono guadagnati la gratitudine virtuale di migliaia di lavoratori stanchi e di colleghi esasperati da ogni angolo d’Italia. E chissà che, dopo questo clamore social, qualcuno non ci pensi due volte prima di varcare la soglia dell’ambulatorio con la sola intenzione di evitarsi il lunedì mattina in ufficio. D’altronde, la scienza medica fa passi da gigante ogni giorno, ma per la furbizia umana, a quanto pare, non c’è ancora una cura.

