NISCEMI – Potrebbe concludersi entro gennaio 2027 la prima fase dell’inchiesta sulla frana di Niscemi, che ha interessato un fronte di oltre quattro chilometri a ridosso del centro storico. Ad annunciarlo è il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, che coordina le attività investigative.
Sono 13 gli indagati, tra cui gli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, oltre a dirigenti regionali e rappresentanti delle imprese incaricate degli interventi di consolidamento previsti dopo la frana del 1997, opere mai realizzate.
L’inchiesta si sviluppa su tre periodi: dal 1997 al 1999, quando venne sottoscritto il contratto per gli interventi di mitigazione; dal 2010 al 2016, quando il contratto fu risolto per inadempimento senza successivi interventi; e dal 2016 a oggi.
Al centro degli accertamenti figurano le opere di consolidamento mai eseguite, la gestione delle acque bianche e nere e le costruzioni realizzate nella zona rossa.
«Sono fiducioso, per come stiamo lavorando, e ritengo che la prima fase dell’inchiesta possa arrivare alla conclusione delle indagini entro il prossimo gennaio», ha dichiarato il procuratore Vella.
Le indagini proseguono con il supporto della Squadra Mobile di Caltanissetta, dello SCO di Roma, del Commissariato di Niscemi e di tre consulenti tecnici. La posizione degli indagati resta al vaglio degli inquirenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

