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Forum Ambrosetti, Tamajo: «La Sicilia deve passare dai volumi ai valori. Oltre 2,3 miliardi per rafforzare il sistema produttivo»

Redazione

Forum Ambrosetti, Tamajo: «La Sicilia deve passare dai volumi ai valori. Oltre 2,3 miliardi per rafforzare il sistema produttivo»

Gio, 29/10/2026 - 18:21

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«La Sicilia deve passare dai volumi ai valori. Non possiamo continuare a misurare la crescita economica soltanto attraverso la quantità delle merci movimentate, il numero delle imprese o l’ammontare degli investimenti. Dobbiamo interrogarci sul valore che siamo capaci di produrre, sulla ricchezza che rimane nel territorio e sulla qualità dell’occupazione che riusciamo a generare. È questa la vera sfida della politica industriale siciliana: trasformare la crescita in sviluppo strutturale, aumentando la produttività, il contenuto tecnologico delle nostre produzioni e la capacità competitiva delle imprese». Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, intervenuto oggi pomeriggio al Castello Utveggio di Palermo alla quarta edizione del Forum Act Tank Sicilia, organizzato da TEHA Group – The European House – Ambrosetti.

Il confronto ha rappresentato un’occasione per approfondire le prospettive economiche dell’Isola, il ruolo degli investimenti industriali e le politiche necessarie per consolidare la crescita del sistema produttivo regionale.

«I dati economici ci restituiscono una Sicilia che sta cambiando – ha affermato – Il prodotto interno lordo ha raggiunto i 111,7 miliardi di euro nel 2024, con una crescita reale del 9,3 per cento rispetto al 2019. Il valore aggiunto industriale è aumentato del 39,3 per cento tra il 2015 e il 2024 e il comparto della meccatronica e dell’ICT genera 2,6 miliardi di euro di valore aggiunto. Sono indicatori significativi, ma il nostro compito è fare in modo che questi risultati diventino la base di un’economia più solida, diversificata e capace di competere».

In questa direzione si inserisce la programmazione dell’assessorato regionale alle Attività produttive, che dispone di oltre 2,3 miliardi di euro di risorse extraregionali, provenienti dai programmi europei e nazionali. Di queste, circa 1,78 miliardi sono destinati agli investimenti per le imprese, 235,4 milioni alla ricerca e allo sviluppo, 209 milioni alle infrastrutture produttive, quasi 30 milioni all’internazionalizzazione e 50 milioni all’aggregazione imprenditoriale.

«Abbiamo previsto 315 milioni di euro per le tecnologie strategiche attraverso il programma Step, 300 milioni di cofinanziamento regionale per il progetto STMicroelectronics a Catania, 180 milioni per Ripresa Sicilia, 167 milioni per la sezione speciale regionale del Fondo di garanzia per le pmi e 107 milioni per Più Artigianato. Dietro queste cifre c’è una precisa impostazione: non sostenere soltanto la dimensione quantitativa della nostra economia, ma intervenire sulla qualità dei processi produttivi, sull’innovazione e sulla capacità delle imprese di creare valore aggiunto» ha aggiunto Tamajo.

L’assessore ha quindi richiamato la necessità di rafforzare il legame tra ricerca, industria e capitale umano, indicando nella trasformazione delle conoscenze in attività produttive una delle priorità della programmazione regionale.

«Non possiamo accontentarci di esportare maggiori quantità di prodotti – ha detto – se una parte rilevante del loro valore viene generata altrove. Vale per l’agroalimentare, per la manifattura e per la logistica. La Sicilia movimenta milioni di tonnellate di merci attraverso i propri porti, ma la questione è quanta economia riusciamo a costruire attorno a quei flussi. Dobbiamo sviluppare filiere più complete, rafforzare le attività di trasformazione e favorire l’incontro tra piccole imprese, grandi gruppi industriali e centri di ricerca».

Un passaggio è stato dedicato anche al ruolo delle nuove tecnologie e alla necessità di evitare che i processi di innovazione accentuino le differenze tra le imprese.

«L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e le tecnologie avanzate non devono diventare opportunità riservate a poche grandi realtà industriali. Devono entrare progressivamente anche nel sistema delle piccole e medie imprese, che rappresentano una componente fondamentale della nostra economia – ha chiarito – Per questo abbiamo programmato 126,1 milioni per la ricerca collaborativa, 109,3 milioni per le infrastrutture di ricerca, 62,6 milioni per l’avviamento delle start-up e 24,1 milioni per la digitalizzazione delle imprese».

Infine, l’assessore ha sottolineato il ruolo della Sicilia nel nuovo scenario economico mediterraneo.

«Essere al centro del Mediterraneo non significa automaticamente essere centrali nei processi economici – ha concluso Tamajo – La posizione geografica rappresenta una possibilità, non un risultato acquisito. Dobbiamo costruire le condizioni affinché la Sicilia non sia soltanto un territorio attraversato da merci, energia e capitali, ma un luogo nel quale questi flussi generino produzione, conoscenza e occupazione qualificata. Passare dai volumi ai valori significa esattamente questo: non fermarsi a quanto cresce la nostra economia, ma comprendere come cresce, per chi cresce e soprattutto quanto di questa crescita rimane ai siciliani».

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