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Fabio Ruvolo (Italia Viva, Casa Riformista): “Carcere, dignità e lavoro: Caltanissetta può diventare un modello di reinserimento sociale”

Redazione 1

Fabio Ruvolo (Italia Viva, Casa Riformista): “Carcere, dignità e lavoro: Caltanissetta può diventare un modello di reinserimento sociale”

Sab, 24/10/2026 - 10:18

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CALTANISSETTA. Italia Viva, Casa Riformista di Caltanissetta, pur non disponendo attualmente di alcuna rappresentanza nel Consiglio comunale o negli organismi politici che governano il territorio, non intende rinunciare alla propria voce e alla responsabilità di contribuire al futuro della città. Continueremo pertanto a utilizzare i comunicati stampa come strumento di partecipazione e proposta, sollecitando tutte le forze politiche, indipendentemente dall’appartenenza, a valutare le nostre idee per la loro utilità sociale e non per la loro provenienza. Lo ha detto Fabio Ruvolo, coordinatore cittadino di Italia Viva, Casa Riformista in una nota che viene pubblicata integralmente.

“La politica non si esercita soltanto attraverso una carica istituzionale, ma anche attraverso il coraggio delle idee e la capacità di costruire soluzioni. Tra i temi che consideriamo particolarmente sensibili vi è quello della condizione carceraria, della dignità delle persone detenute e della funzione educativa e rieducativa della pena. Già nel marzo 2026 avevamo denunciato pubblicamente le criticità della Casa circondariale di Caltanissetta, chiedendo maggiore attenzione istituzionale e proponendo un tavolo territoriale per affrontare il sovraffollamento e rafforzare le opportunità di reinserimento.

I dati riferiti a settembre 2026 descrivono una situazione che merita particolare attenzione: 263 persone detenute a fronte di 183 posti regolamentari, con un sovraffollamento di circa il 44%. A questo si aggiunge una dotazione di personale insufficiente rispetto alle necessità: un numero inferiore di agenti di Polizia penitenziaria rispetto ai 154 previsti in organico e pochi educatori, chiamati ad accompagnare percorsi trattamentali e rieducativi di particolare complessità. Numeri che evidenziano una pressione significativa sull’organizzazione dell’istituto e sulla capacità di assicurare adeguati percorsi di recupero. Ma proprio in questo contesto desideriamo esprimere un riconoscimento sincero e convinto al lavoro quotidiano della direzione, degli agenti di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli operatori sanitari e di tutto il personale che, nonostante le difficoltà, continua a garantire sicurezza, assistenza, dignità e opportunità educative. Il loro impegno rappresenta una risorsa straordinaria che merita di essere sostenuta, valorizzata e rafforzata, non lasciata sola a fronteggiare criticità strutturali.

Non possiamo continuare a considerare il carcere soltanto come un luogo di custodia. La pena, come stabilisce l’articolo 27 della Costituzione, deve tendere alla rieducazione della persona. Oggi esistono strumenti concreti per rafforzare questa prospettiva. Il decreto ministeriale n. 128 del 24 luglio 2025 disciplina la possibilità di realizzare strutture residenziali accreditate per accogliere persone detenute che possiedano i requisiti per accedere alle misure penali di comunità, ma siano prive di un domicilio idoneo e si trovino nelle condizioni economiche previste. Un’opportunità per costruire, nel rispetto delle decisioni della magistratura, percorsi di accoglienza, responsabilizzazione, formazione e reinserimento lavorativo, anche attraverso il coinvolgimento del Terzo settore.

A questa prospettiva si affianca il nuovo avviso della Regione Siciliana, approvato con D.D.G. n. 3657 del 20 ottobre 2026, che mette a disposizione oltre 23 milioni di euro per recuperare e rifunzionalizzare immobili pubblici destinati a soluzioni abitative per persone e famiglie in condizioni di marginalità sociale. Due strumenti differenti che, nel rispetto delle rispettive finalità e dei requisiti di accesso, possono concorrere a una strategia territoriale complementare, capace di contrastare l’esclusione e favorire percorsi di autonomia. Ma il vero investimento deve essere sul lavoro. Perché il lavoro restituisce dignità, responsabilità e futuro.

Le esperienze di inserimento lavorativo richiamate dal CNEL evidenziano quanto l’occupazione possa incidere sulla riduzione della recidiva, con risultati che, in specifici percorsi, arrivano a percentuali particolarmente basse, fino al 2%. Non si tratta soltanto di offrire una seconda possibilità a chi ha sbagliato. Si tratta di costruire una società più sicura, riducendo il rischio che vengano commessi nuovi reati. Investire nel reinserimento non significa dimenticare il reato, significa lavorare affinché non venga commesso nuovamente. Per queste ragioni Italia Viva, Casa Riformista rilancia la proposta, già avanzata nel marzo scorso, di istituire un tavolo territoriale permanente per la giustizia di comunità, coinvolgendo Comuni, amministrazione penitenziaria, Uffici di esecuzione penale esterna, servizi sociali, Terzo settore, imprese e istituzioni competenti.

L’obiettivo è concreto: individuare strutture e immobili disponibili, intercettare finanziamenti, promuovere percorsi di accoglienza, formazione e inserimento lavorativo, costruendo un modello che accompagni le persone dalla detenzione verso una reale autonomia. Caltanissetta può scegliere di limitarsi a denunciare le proprie difficoltà oppure diventare un territorio capace di costruire soluzioni. Rivolgiamo, infine, un appello a tutte le forze politiche, agli amministratori e ai cittadini che condividono questa visione. Italia Viva, Casa Riformista è aperta al contributo di chiunque voglia mettere a disposizione idee, competenze e disponibilità per lo sviluppo del territorio, senza logiche di convenienza, appartenenza o ricerca di posizioni di potere. Non cerchiamo consenso attorno a una sigla. Cerchiamo responsabilità attorno a progetti utili alla collettività. Non abbiamo un seggio in Consiglio comunale, ma abbiamo idee, passione e volontà di contribuire al futuro di questa città. Continueremo a farlo, perché il carcere, l’inclusione, il lavoro e la dignità delle persone non appartengono a una parte politica. Appartengono alla coscienza di una comunità”.

Fabio Ruvolo, Coordinatore cittadino Italia Viva, Casa Riformista Caltanissetta

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