CALTANISSETTA – Per raccontare il successo di “Sogna Balate Sogna – Il Quartiere dei Sogni” abbiamo scelto un sorriso. Quello di un bambino con indosso la maglietta della manifestazione, diventato quasi naturalmente il simbolo delle due giornate vissute in via Ferdinando I.
Una scelta non casuale. Perché proprio i bambini, insieme alle famiglie, sono stati il cuore di una manifestazione che ha restituito per due giorni alla strada la sua funzione più bella: essere luogo di incontro, di gioco, di relazioni e di comunità.
La grande partecipazione registrata durante l’iniziativa consegna anche una riflessione più ampia: Caltanissetta ha voglia di vivere, di divertirsi, di incontrarsi e di riappropriarsi della vita dei propri quartieri. C’è voglia di uscire di casa e tornare a vivere intensamente le strade, incontrando vicini, amici e famiglie.
Quando le cose vengono realizzate con amore, esperienza, passione e buon senso, i risultati arrivano. Soprattutto quando dietro una manifestazione non c’è semplicemente la volontà di riempire una data del calendario, ma un progetto pensato, organizzato e costruito attorno alle persone.

“Sogna Balate Sogna” lo ha dimostrato attraverso arte, laboratori, attività per i più piccoli, musica e momenti di aggregazione, con un programma capace di accompagnare il quartiere dal pomeriggio fino alla sera e di coinvolgere generazioni differenti.
Ma il valore della manifestazione va ben oltre il divertimento. Esperienze di questo genere hanno anche un’importante funzione pedagogica e sociale. Consentire a un bambino di vivere la propria strada, giocare insieme agli altri, partecipare a un laboratorio e condividere quegli stessi luoghi con i propri genitori significa insegnargli che il quartiere è uno spazio che gli appartiene, da vivere, rispettare e custodire.

Ecco perché abbiamo scelto proprio la fotografia di un bambino come immagine simbolo. Quel sorriso può essere il sorriso di tutti i bambini che hanno partecipato alla due giorni, ma soprattutto rappresenta l’idea di una città nella quale devono esistere spazi vivibili e occasioni nelle quali le nuove generazioni possano incontrarsi, giocare e crescere.
Anche da queste piccole grandi esperienze passa la qualità della vita di una comunità. Ogni anno arrivano classifiche e graduatorie sulla vivibilità delle città, ma dietro gli indicatori esiste una dimensione quotidiana fondamentale: una città è viva quando sono vivi i suoi quartieri.
E per renderli vivi non basta organizzare qualcosa “tanto per”. Servono programmazione, idee, attenzione, capacità organizzativa e soprattutto persone disposte a spendersi.

Dietro “Sogna Balate Sogna” c’è infatti un gruppo operativo che ha lavorato con grande entusiasmo e passione, mettendo insieme amici, frequentatori della zona, residenti e commercianti. Fare un elenco di nomi rischierebbe inevitabilmente di lasciare fuori qualcuno e di non rendere giustizia a un lavoro che è stato soprattutto collettivo.
Citiamo allora soltanto Peppe Miccichè, non per attribuirgli individualmente il merito dell’iniziativa, ma come simbolo di un gruppo di persone che si è speso concretamente per regalare alla città due giornate che avessero un significato importante per il quartiere. Un gruppo capace di trasformare un’idea in qualcosa di concreto attraverso collaborazione, entusiasmo e spirito di servizio.

Al loro fianco hanno creduto nell’iniziativa diverse attività commerciali nissene. Importante è stato inoltre il sostegno istituzionale, con il presidente del Consiglio comunale Gianluca Bruzzaniti, il consigliere comunale Vincenzo Piscopo e l’assessore agli Eventi Toti Petrantoni, nell’ambito di una manifestazione patrocinata dal Comune di Caltanissetta e dalla Presidenza del Consiglio comunale.
Adesso il successo della due giorni lascia soprattutto un patrimonio di entusiasmo. Ci sono tutti i presupposti perché questa esperienza possa diventare un format da consolidare e far crescere, dando a chi si è speso nell’organizzazione ancora maggiore energia per cominciare a immaginare l’edizione del prossimo anno.

Perché il messaggio lasciato da “Sogna Balate Sogna” è semplice: una strada può tornare a essere luogo di incontro, un quartiere può riscoprirsi comunità e una manifestazione costruita con amore e passione può contribuire a rendere più vivibile un’intera città.
E alla fine resta quel sorriso. Quello di un bambino.
Forse il modo più semplice e più bello per raccontare due giorni nei quali un quartiere è tornato a vivere.

