Il mondo social è ormai il palcoscenico preferito degli adolescenti italiani. L’88% pubblica abitualmente ‘reel’ e ‘story’ sui propri profili alla costante ricerca di follower. Avere un buon capitale di ‘seguaci’ è considerato infatti molto importante da oltre il 60% dei teenager, sia come misura della propria popolarità all’interno del gruppo dei pari sia come trampolino di lancio per diventare INFLUENCER – il nuovo sogno unisex del 45% degli adolescenti, che ha sostituito quello di diventare calciatori o veline/ballerine degli adolescenti di inizio secolo – e, da INFLUENCER, ambire a fama e ricchezza.
Sono alcuni dati dell’edizione 2026 dell’Indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia, realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard con il patrocinio della Società Italiana di pediatria (Sip). Ma il rapporto tra adolescenti e web va oltre i sogni. E non mancano le insidie. Il 27% (36% dei maschi) ha avuto una o più esperienze di gioco d’azzardo online, aggirando senza troppe difficoltà i filtri per controllare la maggiore età dei fruitori di queste piattaforme.
E, a proposito di filtri e divieti, se il 67% considera giusto il provvedimento di legge che obbliga i siti con contenuti pornografici ad accertare effettivamente che chi vi accede sia maggiorenne (ma tra i maschi la percentuale dei favorevoli scende al 56%), il 68% ritiene che la misura adottata sarà comunque inefficace, perché può essere facilmente aggirata. Un altro aspetto preoccupante è che il 27% ha già partecipato o si ripromette di partecipare a una ‘challenge’ (sfide proposte sui social che invitano a compiere prove rischiose), il che ha già portato al verificarsi di eventi tragici.
I social, inoltre, sono anche diventati il ‘luogo’ preferito dagli adolescenti per attingere informazioni sulla salute. Il 57% (65% delle femmine) lo fa abitualmente e solo il 15% non lo fa mai. E sempre i social sono di gran lunga la prima fonte di informazione riguardo a temi attinenti alla sessualità e agli organi genitali (41,5%), con buona pace della mamma (12%) e del proprio medico.
“Il problema grave – afferma Marina Picca, vicepresidente di Laboratorio Adolescenza e presidente della Sezione Lombardia della Società italiana cure primarie pediatriche (Sicupp) – è che, confuse tra le informazioni corrette, che certamente anche i social veicolano, ce ne sono altrettante imprecise o addirittura dannose, proposte con la medesima efficacia comunicativa. Per questo è sempre più importante che i pediatri e i medici di famiglia si prendano carico di questo problema, da un lato cercando di adottare con i propri pazienti adolescenti un linguaggio chiaro e comprensibile, dall’altro spiegando loro quanto sia rischioso affidarsi a Internet, soprattutto se ci si ferma alla prima informazione senza cercare riscontri o senza valutare quanto la fonte sia autorevole”.
Naturalmente, prosegue Picca , “questo comporta che la formazione permanente di noi medici debba prevedere – come già avviene in molte realtà del territorio – un adeguato aggiornamento anche in questo ambito, specie se si hanno pazienti adolescenti”. “Ed è proprio andando in questa direzione – aggiunge Maria Teresa Zocchi, consigliera per la medicina legale dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Milano e dirigente di Laboratorio Adolescenza – che Laboratorio Adolescenza, Omceo Milano e Sicupp Lombardia hanno realizzato, contando sulla collaborazione e l’esperienza di decine di colleghe e colleghi, di psicologi e di esperti di comunicazione, una raccolta di informazioni e suggerimenti, rivolta a pediatri di famiglia e medici di medicina generale, su come comunicare in modo efficace con gli adolescenti”.

