Salute

Sanità, Catania (FDI): “Do la mia convinta adesione il 3 ottobre alla manifestazione per il Vittorio Emanuele. Sulla salute di Gela niente bandiere di partito: Dall’Asp servono numeri chiari e risposte strutturali”

Carmelo Barba

Sanità, Catania (FDI): “Do la mia convinta adesione il 3 ottobre alla manifestazione per il Vittorio Emanuele. Sulla salute di Gela niente bandiere di partito: Dall’Asp servono numeri chiari e risposte strutturali”

Lun, 28/09/2026 - 22:29

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«Aderisco in modo pieno e convinto alla manifestazione di Sabato 3 ottobre, promossa dall’Amministrazione comunale di Gela per chiedere il potenziamentodell’Ospedale Vittorio Emanuele. La difesa del diritto alla salute e di un presidio ospedaliero fondamentale per Gela e per tutto il comprensorio non può e non deve avere colore politico». Lo dichiara Giuseppe Catania, esponente provinciale di Fratelli d’Italia, annunciando la propria adesione alla mobilitazione cittadina in programma sabato 3 ottobre. «La mia adesione – precisa Catania – non significa in alcun modo aderire alle strumentalizzazioni politiche che in questi giorni stanno accompagnando la vertenza sanitaria. Se l’obiettivo è difendere l’ospedale e pretendere servizi adeguati per i cittadini, siamo pronti a fare la nostra parte. Se, invece, qualcuno pensa di trasformare una battaglia della comunità gelese in un processo politico a senso unico contro il centrodestra, allora è necessario ristabilire la verità storica». «Le difficoltà della sanità pubblica italiana e siciliana non nascono oggi. Sono il risultato di anni di definanziamento, mancata programmazione, riduzione degli organici, scelte discutibili del management e decisioni che hanno attraversato diverse stagioni politiche. Occorre ricordare che governi nazionali sostenuti dal centrosinistra hanno adottato provvedimenti che hanno inciso sulle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale. Per questo troviamo poco credibile che proprio alcune delle forze politiche che hanno partecipato a quelle stagioni oggi tentino di presentarsi come estranee a ogni responsabilità». «Questo, però, non mi impedisce di riconoscere la legittimità dell’iniziativa assunta dal sindaco Terenziano Di Stefano, al quale va la mia piena solidarietà istituzionale nella sua qualità di amministratore della città e di autorità sanitaria locale. Quando è in discussione il diritto alla salute dei gelesi bisogna essere capaci di distinguere il confronto politico dalla difesa degli interessi del territorio». Catania interviene inoltre sui recenti provvedimenti resi noti dall’ASP di Caltanissetta relativi al rafforzamento del personale sanitario. «In questi giorni abbiamo assistito a una successione di comunicazioni con le quali vengono annunciate assunzioni, incarichi professionali, proroghe e convenzioni per il Vittorio Emanuele e per l’Area Sud. Ogni medico in più e ogni servizio effettivamente rafforzato rappresentano certamente una buona notizia. Ma proprio perché parliamo di un tema troppo serio per fermarci aititoli dei comunicati stampa, chiediamo un’operazione di assoluta trasparenza sui numeri».  «L’ASP dica chiaramente quanti dei professionisti annunciati rappresentino unità realmente aggiuntive rispetto al personale che già operava, a qualunque titolo, nell’Azienda sanitaria provinciale. Dica quanti fossero eventualmente già contrattualizzati o comunque già impegnati nell’ASP di Caltanissetta e quanti, invece, costituiscano autentici nuovi ingressi destinati a incrementare gli organici del Vittorio Emanuele. Per ciascun incarico sarebbe inoltre opportuno conoscere con chiarezza tipologia contrattuale, durata, decorrenza, monte ore e sede effettiva di assegnazione». «La distinzione non è secondaria. Un’assunzione a tempo indeterminato, un incarico libero-professionale con scadenza, una proroga di un rapporto già esistente e una convenzione con un’altra azienda sanitaria sono strumenti diversi e non possono essere sommati indistintamente per rappresentare all’opinione pubblica un unico dato sul presunto potenziamento dell’ospedale». «È inoltre inevitabile rilevare una coincidenza temporale che merita una riflessione. Se l’ASP di Caltanissetta è riuscita in un mese a contrattualizzare questi nuovi professionisti sanitari come mai non lo ha fatto prima e per tempo? E’ stata necessaria una mobilitazione per agire? Dopo settimane di mobilitazione dell’Amministrazione comunale, del territorio e di numerose realtà della comunità gelese, e proprio alla vigilia di una manifestazione cittadina che ha assunto notevole rilievo pubblico e mediatico, assistiamo a un’improvvisa accelerazione delle comunicazioni e dei provvedimenti dell’ASP. Non intendo attribuire intenzioni a nessuno, ma ritengo legittimo domandare perché questo dinamismo si manifesti proprio adesso e, soprattutto, quali effetti strutturali e duraturi produrrà». «Se la mobilitazione della città di questi ultimi due mesi ha contribuito ad accelerare provvedimenti necessari, allora significa che quella mobilitazione è già servita a qualcosa. Ma Gela non può accontentarsi di risposte emergenziali o temporanee: servono organici stabili, reparti pienamente operativi, servizi funzionanti e una programmazione sanitaria all’altezza del bacino di utenza». «Per queste ragioni do la mia convinta adesione alla manifestazione di sabato 3 ottobre. Aderisco senza ambiguità, ma anche senza rinunciare alla nostra identità politica e al dovere di respingere ogni tentativo di appropriazione partitica della protesta. Il Vittorio Emanuele non appartiene alla destra né alla sinistra: appartiene ai cittadini. Ed è nell’interesse dei cittadini che chiediamo all’ASP meno annunci, massima trasparenza e risultati verificabili». (Giuseppe Catania  Esponente Fratelli d’Italia – Provincia di Caltanissetta)

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