– “So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Lo ha detto PAPA Leone XIV durante l’incontro con gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame a Lourdes. “Qui a Lourdes, città dei malati e della speranza – ha aggiunto Prevost – invito tutta la comunità degli operatori sanitari a ricordare il significato profondo della propria vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla. Sì, cari amici, siate servitori appassionati della vita! Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana. La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata. In questo senso, vi invito, da un lato, a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall’altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes, dove medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali dei malati e tanti altri ancora esercitano la loro vocazione al servizio della dignità della persona umana, affinché il mondo abbia la vita. Curando i corpi, voi curate anche le anime. A voi, cari membri delle associazioni di ospitalità, ma anche a voi operatori sanitari, che vi dedicate al servizio dei vostri fratelli e delle vostre sorelle, esprimo tutta la mia gratitudine”.
Papa: ai malati, non siete un peso, mai la medicina sia serva della morte programmata
Dom, 27/09/2026 - 16:51
Condividi su:

