Salute

Serradifalco. La storia di Monica: 6 anni tra resilienza, amore per il suo paese e rinascita

Redazione 1

Serradifalco. La storia di Monica: 6 anni tra resilienza, amore per il suo paese e rinascita

Lun, 10/08/2026 - 16:43

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Il prossimo 18 agosto a Serradifalco si celebra un matrimonio. Potrebbe sembrare un evento come tanti altri, un giorno come tanti altri, per ricordare un evento che segna una tappa importante nella vita degli sposi e dei loro stessi familiari. E invece, nonostante tutto, quello del prossimo 18 agosto Monica e Marco non è un semplice matrimonio, ma il punto di arrivo di una straordinaria storia di resilienza. Punto di arrivo che, poi, come nel caso delle unioni matrimoniali, è anche, e soprattutto, un punto di partenza. Si, perché, se sei anni fa a Monica Minicozzi, una giovane serradifalchese conosciuta ed apprezzata in paese per la sua umanità e schiettezza, qualcuno avesse detto che, sei anni dopo, sarebbe successo quanto le accadrà, probabilmente nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo di euro. Perché il destino è sembrato accanirsi in maniera terribile su di lei.

Un malore nelle vicinanze del cimitero, comunale, un mancamento che non poteva essere qualcosa di passeggero, ma il sintomo di qualcosa di ben più importante. Il trasporto in ospedale, la diagnosi, il ricovero nel reparto di neurochirurgia. Per altro, nel 2020 il Covid imperava e non era facile per nessuno gestire un ricovero né tantomeno giornate trascorse dietro una mascherina. Ci vollero 18 lunghe ore al primario del reparto di neurochirurgia dell’Ospedale Sant’Elia, il dott. Raffaele Alessandrello, per operare Monica. Un intervento che tenne con il fiato sospeso un paese intero, dal sindaco alle amiche di Monica, dai parenti agli amici, passando attraverso le stesse istituzioni comunali, con il sindaco Burgio e il vice sindaco Martino ad informarsi costantemente sull’evolversi della situazione di salute della loro cittadina serradifalchese.

Un intervento di 15 ore riuscitissimo che ha permesso alla giovane serradifalchese, dopo 6 mesi di permanenza in reparto, di rinascere. L’incontro con il futuro marito, Marco, la scintilla di un amore tanto vero quanto sentito, la nascita di una figlia, Maya, che ora ha quattro anni, la rinascita di una donna, di una madre, di una moglie, di una serradifalchese. Un percorso che ha avuto un testimone importante: Serradifalco e la sua gente. I Serradifalchesi hanno sempre sostenuto la causa di Monica, si sono sempre messi al suo fianco, l’hanno aiutata anche con una parola, con un sorriso, con una battuta o con un gesto. Sempre in maniera spontanea, diretta, senza ipocrisie o falsità.

E Monica tutto questo non lo ha mai dimenticato: non ha scordato i serradifalchesi, la loro umanità, la loro capacità di infondere in lei forza e coraggio, ma anche resistenza e certezza. Serradifalchesi che, ora, a distanza ormai di pochi giorni dal suo matrimonio, lei ha voluto ringraziare pubblicamente. “Ringrazio tutti i serradifalchesi, dal sindaco Burgio e dal vice sindaco Martino, che sono stati vicini più che mai a me e alla mia famiglia, ma anche a quanti ci hanno sempre messo umanità e simpatia contribuendo a darmi forza per vincere la mia battaglia; si, perché dopo quanto mi era accaduto, continuare a credere nella vita non era poi così scontato, e invece oggi, anche grazie a Serradifalco e ai serradifalchesi, mi ritrovo a scrivere nuove pagine della mia vita”.

Una storia di resilienza nella quale ognuno ha contribuito con un frammento di umanità: le lunghe giornate in ospedale con la madre al tempo del ricovero nel reparto di neurologie, e poi ancora le giornate della speranza e della forza, del recupero, e poi quelle belle dell’amore per Marco, la nascita di Maya: due M che, assieme alla sua, ha costituito un tris vincente di emozioni, gioia e amore.

Il prossimo 18 agosto Monica si sposerà con rito civile con Marco al Comune. Il pensiero di Monica va ancora al sindaco: <Lui è il nostro sindaco, il sindaco di tutti, il valore aggiunto di questa comunità, colui che riesce a far squadra in nome non della politica, ma dell’umanità e del rispetto dei valori che stanno alla base di ogni persona; è per questo che a Serradifalco come fuori dal nostro paese, è così ben voluto da tutti! Per me è il coronamento di un sogno; a distanza di 6 anni posso dire di aver vinto la mia battaglia più difficile; la mia vita è certamente cambiata; se oggi ho una mia nuova dimensione di vita, questo lo devo al fatto di essere riuscita a superare questo difficile momento che ha segnato la mia esistenza>.

Lei, la giovane serradifalchese che ringrazia il suo paese per averla sempre sostenuto nella sua battaglia, lei che è riuscita nell’impresa di riagguantare per i capelli la vita e a farla diventare una canzone da cantare a squarciagola per non dimenticare; lei che oggi ha una sua dimensione di donna, sposa, madre, moglie, cittadina, serradifalchese.

In tal modo è riuscita a vincere perché non ha mai smesso di credere nella vita. Il suo invito a tutti è semplice ma al tempo stesso resiliente: <Non bisogna mollare, mai! Non bisogna perdere la speranza perché se ci pensiamo bene, la vita è una e va vissuta perché è tremendamente breve, ma nello stesso tempo la vita è qualcosa nella quale non si può dare nulla per scontato; bisogna lottare quando c’è bisogno, occorre viverla quando è necessario, si deve gustare e godere quando te ne viene data la possibilità; vivere non sarà mai facile né scontato, ma è la cosa più bella che possa accadere ad ognuno di noi, e per questo invito tutti a viverla meglio possibile e a non mollare di un millimetro la presa su di essa.

Monica, alla fine, ripensa ai suoi sei anni, alla sua vita, al suo percorso che l’ha portata prima a salvare la sua vita e poi a trovare l’amore nel suo Marco e la sua sintesi di donna e madre con Maya. Ripensa alla sua Serradifalco, all’amore di un paese, alla gioia di viverci e di poter dire che, senza i serradifalchesi, non sarebbe stato facile riuscire ad uscir fuori da quel tumore, un tunnel lungo sei mesi che non l’ha mai sconfitta, né sottomessa. La sua è una storia semplice, ma importante, la storia di una rinascita perché insegna che, nella vita, proprio la lotta associata al sentimento di speranza e ai valori, costituisce il senso di un’umanità in grado di vincere anche le sfide più difficili della vita grazie all’amore, alla gioia delle piccole cose e al sentimento di stima e riconoscenza verso chi ha fatto del bene.

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