Roberto Tobia, presidente di Federfarma
Palermo, consigliere nazionale di Federfarma e delegato di Federfarma a
Bruxelles quale dirigente di primo piano al Gruppo farmaceutico
dell’Unione europea, rappresenterà l’Italia all’84esimo Congresso
mondiale della Federazione internazionale farmaceutica della quale fanno
parte 160 Stati che rappresentano l’80,5% della popolazione mondiale.
L’evento è in programma a Montreal, in Canada, da domani, giovedì 27
agosto, a mercoledì 2 settembre, avrà come tema principale “Un’unica
salute, un’unica farmacia – Unire scienza, pratica e formazione” e
vedrà la partecipazione di farmacisti, scienziati e accademici del
settore farmaceutico, educatori e leader sanitari globali.
Lo scopo è quello di affrontare le sfide sanitarie, l’approccio
integrato “One Health” e l’evoluzione della farmacia come centro di
prossimità, e proprio a quest’ultimo proposito assumerà particolare
rilevanza l’intervento di Roberto Tobia, che illustrerà le nuove
funzioni affidate alla farmacia e al farmacista in Italia secondo il
modello della “farmacia dei servizi” che è diventato un esempio per
molti Paesi.
“Partendo dal fatto – spiega Roberto Tobia – che Il Presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella, ha più volte espresso stima e gratitudine
verso i farmacisti italiani, per il loro impegno e sacrificio durante la
pandemia da Covid-19 e per il servizio essenziale reso alla
collettività, proverò a evidenziare, rispetto ai modelli di farmacia
prevalenti nel mondo, le novità del nuovo modello italiano che pone al
centro la salute e il benessere del cittadino anche a costo di
contrastare altre logiche, comprese le strategie commerciali che vari
Paesi hanno già posto in essere. In Italia, infatti, le recenti riforme
hanno reso ancora più forte il principio di una farmacia quale presidio
del Servizio sanitario nazionale; presidio che garantisce, come
prevedono gli articoli 3 e 32 della Costituzione, un servizio universale
e universalistico, senza distinzione di ceto, di razza, di religione e
di reddito. E’ questo il fondamento normativo che giustifica il
controllo pubblico, la pianta organica e la programmazione territoriale
delle farmacie. Addirittura la Corte costituzionale considera la tutela
della salute un limite all’iniziativa economica privata in questo
settore. Ciò ha un valore insostituibile rispetto a quei Paesi nei
quali, invece, l’assistenza è garantita solo a chi può permettersi di
rientrare nei sistemi assicurativi privati”.
“Infatti – prosegue Tobia – le farmacia di comunità, e in particolare
modo le farmacie rurali, ancorché gestite da professionisti privati, in
Italia sono presidi che svolgono una funzione pubblica per conto del
Servizio sanitario nazionale, di cui sono parte integrante quali
pilastri della medicina del territorio. Questo ruolo, assegnato loro
dalle leggi vigenti, è di fondamentale importanza assieme a quello del
medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta, che
svolgono una funzione pubblica integrandosi appieno con l’ospedale,
l’Asp e la farmacia in quel connubio indissolubile che è la base della
territorialità nel nostro Paese”.
Ed ecco le novità che sono diventate caso di studio a livello mondiale:
“Così come – evidenzia Tobia – i medici di medicina generale si
stanno evolvendo e ulteriormente integrando nel Servizio sanitario
nazionale attraverso la riforma che li sta coinvolgendo nei
poliambulatori pubblici, nelle Rsa e soprattutto nelle Case di comunità,
analogamente il legislatore, attraverso varie riforme, ha ampliato le
funzioni della farmacia italiana, aggiungendo servizi finalizzati a
snellire le liste d’attesa e a portare sempre più la sanità sotto casa
del cittadino. Servizi che, a differenza di altri Paesi dove
rappresentano una mera attività commerciale, in Italia sono una funzione
pubblica che va garantita, tant’è che è previsto che diventino
prescrivibili dai Servizi sanitari regionali, anche in Sicilia”.
“La ‘farmacia dei servizi’ – ricorda Tobia – in Italia è diventata
definitiva e strutturale grazie alla legge sulle Semplificazioni (numero
182 del 2025) e alla Legge di Stabilità 2026. La farmacia si trasforma
così in un vero presidio sanitario di prossimità integrato nel Servizio
sanitario nazionale. I nuovi servizi da offrire al cittadino sono
espressamente indicati dalla legge: telemedicina, vaccinazioni, esami,
screening, gestione delle cronicità e servizi digitali”.
“E’ chiaro – conclude Tobia – che un servizio pubblico come quello che
offre la farmacia italiana garantisce al cittadino la giusta assistenza.
L’iniziativa che in Italia, a mio parere, rafforza la sostenibilità
delle farmacie di comunità è rappresentata dal progetto, portato avanti
da Federfarma, volto alla creazione, anche a Palermo, di reti di
farmacie indipendenti al fine di ottenere importanti economie di scala,
innovazione tecnologica, efficienza nella digitalizzazione dei sistemi
di gestione. Quindi, il cittadino può stare tranquillo: quando entra in
una farmacia entra in una struttura che è parte integrante del Servizio
sanitario nazionale e non in un negozio di prossimità”.
Roberto Tobia rappresenterà l’Italia all’84esimo Congresso mondiale della Farmacia in Canada
Mer, 26/08/2026 - 10:08
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