CALTANISSETTA. Riceviamo e pubblichiamo nota del già assessore comunale Oscar Aiello a proposito della questione legata alla riapertura del Parco Dubini.
“Il dibattito sviluppatosi nei giorni scorsi intorno al futuro del Parco Dubini e alla sua tanto auspicata riapertura merita un’analisi approfondita, capace di coniugare il legittimo desiderio della cittadinanza di riappropriarsi di uno splendido spazio verde con la necessaria e imprescindibile prudenza amministrativa. Nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 4 giugno sono emerse considerazioni importanti che impongono a tutti noi una seria riflessione, ben lontana da facili slanci demagogici.
Da un lato, l’ASP – Ente proprietario dell’area – per bocca del Direttore Generale Dott. Ficarra, ha chiarito con trasparenza la presenza di criticità statiche all’interno del parco, specificando che l’Azienda Sanitaria non può farsi carico degli onerosi costi di messa in sicurezza, poiché le somme in bilancio devono essere tassativamente destinate alla tutela della salute pubblica. Dall’altro lato, l’Assessore al Verde Pubblico, Avv. Salvatore Licata, ha prospettato come soluzione un comodato d’uso gratuito tra ASP e Comune, facendo intendere quindi che sia l’Amministrazione Comunale ad accollarsi la totale responsabilità giuridica, l’onere economico della messa in sicurezza, la successiva manutenzione ordinaria e straordinaria e l’intera gestione.
È proprio di fronte a questa ipotesi che, per amore della verità e per rispetto verso i nisseni, occorre fermarsi a riflettere con cognizione di causa. Avendo guidato per anni sia la Commissione Bilancio che la Commissione Ambiente, ed avendo ricoperto il ruolo di Assessore all’Ambiente, conosco fin troppo bene le esigue disponibilità economiche e la cronica carenza di risorse umane con cui gli uffici comunali si trovano a dover combattere quotidianamente per gestire l’attuale patrimonio, e per questo vanno sempre ringraziati per il loro lodevole impegno.
Guardare in faccia la realtà significa riconoscere criticità oggettive che sono già sotto gli occhi di tutti:
· Villa Amedeo, oggi priva di un adeguato verde pubblico e con i servizi igienici spesso chiusi per mancanza di personale addetto alla custodia;
· Villa Cordova, con i bagni sotterranei inutilizzabili e una cura del verde che necessita di evidenti miglioramenti;
· Il Parco Rosario Assunto, che richiede continui investimenti e risorse fisse per la manutenzione e la corretta fruibilità;
· Il verde pubblico cittadino nel suo complesso che, nonostante l’encomiabile impegno dei pochissimi dipendenti comunali rimasti e la generosità della ditta aggiudicataria dell’appalto triennale, non riesce ancora a rendere la città pienamente accogliente;
· Le costanti difficoltà nel mantenere funzionanti i parchi giochi per bambini (Parco Robinson, Villa Monica, Piazza della Repubblica, Villa Amedeo, Santa Barbara, Giardino della Legalità, parchetto di via Giorgio La Pira, Villa Cordova) e nel sostituire tempestivamente le giostrine rotte, a causa di una carenza di vigilanza che purtroppo agevola gli atti vandalici;
· I ritardi nell’assicurare una tempestiva ed adeguata disinfestazione e derattizzazione, con le conseguenti e legittime lamentele dei residenti per la presenza di blatte e topi;
· L’impossibilità di procedere regolarmente alla piantumazione di nuovi alberi, come previsto ed imposto dalla legge, a causa della mancanza di fondi e di personale che possa poi curarsene;
· Le criticità riscontrate nella prevenzione degli incendi, spesso legata alla mancata o ritardata rimozione delle erbacce dalle aree di competenza comunale.
La storia locale insegna che questi problemi non si risolvono semplicemente cambiando il nome del Sindaco o degli Assessori. Per ottenere risultati reali servono risorse economiche e umane stabili. Se oggi, nelle attuali condizioni, il Comune non riesce a garantire pienamente la cura del patrimonio esistente, come si può pensare, in modo prudente, di farsi carico anche dell’immensa area e delle infrastrutture del Parco Dubini?
Un’amministrazione lungimirante deve agire con la diligenza del “buon padre di famiglia”. Se una famiglia desidera una casa più grande, deve prima verificare di avere le risorse per mantenerla. Altrimenti le strade sono obbligate: o si aumentano le tasse, o si tagliano servizi essenziali, oppure si ha il coraggio di rinunciare a spese superflue, a feste e a contributi che talvolta sembrano servire più a raccogliere temporanei “like” sui social e consenso effimero, piuttosto che a costruire il futuro della città.
Sia chiaro: io sono il primo a desiderare la riapertura del Parco Dubini, un luogo straordinario dove famiglie, bambini e anziani hanno il diritto di trascorrere il proprio tempo libero. Ma proprio per l’immenso rispetto che nutro verso i cittadini e verso i comitati che giustamente si battono per questa causa (e per ciò vanno ringraziati), ritengo che non si debbano creare false illusioni. La credibilità della politica si misura sulla capacità di proporre soluzioni reali e sostenibili, non proclami.
Sarebbe quindi cosa buona e giusta che l’Amministrazione Comunale spiegasse chiaramente alla città – numeri alla mano – con quali risorse economiche e umane intenda farsi carico della sicurezza, della manutenzione e della gestione del Parco Dubini.
In conclusione, invito tutti a una riflessione serena: per Caltanissetta è meglio avere un parco o una villa comunale davvero completi di tutto, curati alla perfezione, sicuri e capaci di diventare un’attrazione ed il vero fiore all’occhiello della città, oppure è preferibile aggiungere un’altra grande area a un patrimonio già in sofferenza, col rischio concreto di avere un ulteriore spazio trascurato, privo di servizi, di comfort e di sicurezza?
La risposta richiede realismo, senso di responsabilità e rispetto per la verità”.
Avv. Oscar Aiello, già Consigliere Comunale e Assessore all’Ambiente di Caltanissetta

