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Sicilia. Porti e nuove rotte commerciali, la presidente Annalisa Tardino in missione a Misurata: firmato un accordo di cooperazione

Redazione 3

Sicilia. Porti e nuove rotte commerciali, la presidente Annalisa Tardino in missione a Misurata: firmato un accordo di cooperazione

Mar, 03/11/2026 - 11:19

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Rafforzare le relazioni economiche tra Italia e Libia, sviluppare nuove opportunità di cooperazione nel settore portuale e logistico e consolidare il ruolo del Mediterraneo come piattaforma strategica di collegamento tra Europa e Africa. Sono questi alcuni dei temi al centro della missione imprenditoriale italiana a Misurata, uno dei principali poli logistici della sponda meridionale del Mediterraneo, la cui posizione geografica e il regime di zona franca ne fanno un punto di accesso privilegiato non soltanto al mercato libico, ma anche ai Paesi del Sahel e dell’Africa subsahariana.

Alla missione, che si concluderà domani, ha preso parte la presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino. L’iniziativa è stata organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Libica, presieduta da Nicola Colicchi, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e Unioncamere, con il sostegno della Misurata Free Zone e del suo president Mohsen al Saqoutari. Firmato anche un protocollo d’intesa: “Il documento firmato tra la Misurata Free Zone e l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, con il sostegno della Camera di Commercio Italo-Libica, rappresenta un’opportunità concreta di collaborazione che intendiamo riempire di contenuti, trasformando le relazioni istituzionali in progetti, investimenti e nuove occasioni di sviluppo per la Sicilia, la Libia e l’Italia”, spiega Tardino.

La delegazione italiana comprende imprese attive nei settori delle costruzioni, delle infrastrutture, dell’agroalimentare, dell’energia, della logistica, dei trasporti, della meccanica e della sanità e tra i partecipanti figurano anche Fincantieri e il gruppo armatoriale Grimaldi. Il programma ha previsto incontri con rappresentanti dei ministeri libici dell’Economia e del Commercio, dei Trasporti, dell’Industria, del Petrolio e del Gas, oltre che con esponenti della Società Libica dei Porti, dell’Autorità per la Promozione degli Investimenti, dell’Unione delle Camere di Commercio e delle rappresentanze diplomatiche di Niger, Ciad e Sudan.

Particolare attenzione è stata dedicata alle prospettive di sviluppo di Misurata, interessata da un programma di investimenti da 2,7 miliardi di dollari per l’ampliamento dei terminal portuali, promosso da un consorzio guidato da MSC. “Un’evoluzione – è il commento di Tardino – che apre nuove possibilità anche per il sistema portuale della Sicilia occidentale, naturalmente proiettato verso il Nord Africa e interessato a cogliere le possibilità offerte dalla crescita degli scambi, dall’integrazione delle reti logistiche e dalla riconfigurazione delle rotte commerciali. Abbiamo approfondito le possibilità di collaborazione tra i sistemi portuali, anche alla luce del potenziamento infrastrutturale in corso nei nostri scali, destinato a rafforzarne la competitività e la capacità di intercettare nuovi traffici. In una fase geopolitica particolarmente complessa, la cooperazione internazionale assume un valore ancora più significativo. La Sicilia, per la sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, può e deve svolgere un ruolo di primo piano, anche attraverso un’azione di raccordo traistituzioni regionali, governo nazionale e istituzioni regionali per favorire nuovi traffici commerciali e generare ricadute positive sui territori. Il rapporto tra Italia e Libia affonda le radici in legami storici, economici e sociali che oggi possono tradursi in una partnership ancora più solida. È una prospettiva che si inserisce nella visione del governo italiano, espressa anche attraverso il Piano Mattei, e che riconosce al Mediterraneo una rinnovata centralità negli equilibri internazionali. Come Autorità portuale vogliamo fare la nostra parte, contribuendo a costruire collegamenti, opportunità e relazioni durature. Perché la centralità del Mediterraneo non può essere soltanto una condizione geografica: deve diventare una scelta politica, economica e strategica”.

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