Salute

Sicilia. Manovrina, Di Paola(M5S): “Hanno bocciato una marea di nostri emendamenti per mancanza di fondi”

Redazione 3

Sicilia. Manovrina, Di Paola(M5S): “Hanno bocciato una marea di nostri emendamenti per mancanza di fondi”

Ven, 02/10/2026 - 10:22

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«Dal bonus salute a favore delle famiglie meno abbienti, all’efficientamento della climatizzazione nelle scuole, dalle misure antincendio, alle somme contro il caro energia e caro carburanti, al bonus affitti, solo per fare qualche esempio. Nel corso di questa variazione di bilancio gli emendamenti M5S sono stati letteralmente falcidiati, come forse mai era accaduto in passato. E perché? Sempre per il solito motivo: mancanza di fondi, salvo scoprire poi che i soldi per la politica e per le clientele li trovano sempre».

Lo afferma il coordinatore siciliano De M5S Nuccio di Paola, componente della commissione Bilancio che sta esaminando le norme della variazione in questi giorni in discussione all’Ars.

«Oggi dice – Di Paola – la maggioranza ha dato forse il peggio di se stessa col vergognoso emendamento approvato in Commissione che prevede l’aumento dei costi dei Liberi Consorzi con indennità aumentate ai presidenti e rimborsi previsti per i consiglieri».

«I soldi mancano per tutti – continua Di Paola – ma ci sono per garantire anche la grossa fetta di denaro da spartire ai deputati di maggioranza con quelli che ora chiamano Fit, ma che in realtà non sono altro che le vecchie mancette che a Sala d’Ercole non muoiono mai e che, a quanto pare, sono l’unico vero collante in grado di tenere assieme questa spaccatissima maggioranza. I siciliani? Dopo. Prima di tutto le clientele con le magnanime elargizioni ai Comuni amici senza nessun criterio perché anche il nostro emendamento, a firma di Adriano Varrica, che prevedeva criteri oggettivi per l’assegnazione dei fondi ai Comuni per non penalizzare quelli senza ‘Santi in Paradiso’, è stato bocciato».

«Io sono senza parole – conclude Di Paola – ma loro sono senza vergogna. Per mancanza di coperture hanno bocciato pure il nostro bonus salute che avrebbe garantito alle famiglie meno abbienti di curarsi, comprando le medicine e pagando le visite ed esami che questo governo non è stato in grado di assicurare in tempi brevi col servizio sanitario, visto che ancora sono vive e vegete le liste d’attesa che in quattro anni il governo Schifani ha combattuto solo a parole. Comunque non è detta l’ultima parola. In Aula sarà battaglia».

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