RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Ecco di seguito il contenuto integrale della nota a fima di Giovanni Ruvolo.
Alla luce del recente dibattito sull’istituzione del Policlinico universitario a Enna, torno a rilanciare l’appello che avevo rivolto alle forze politiche cittadine sulle pagine de La Sicilia lo scorso 15 luglio: mettere da parte le appartenenze e avviare un confronto serio per costruire una visione condivisa del futuro di Caltanissetta.
Già allora sottolineavo la necessità di valorizzare le risorse del territorio e programmare azioni capaci di rilanciare lo sviluppo e la competitività della città. Un appello rimasto, purtroppo, inascoltato.
La vicenda del Policlinico di Enna dimostra quanto sia importante anticipare i cambiamenti e dotarsi di una strategia, anziché rincorrere gli eventi con dichiarazioni e polemiche. Il rischio, oggi, è che l’attenzione si concentri esclusivamente sul nuovo progetto, trascurando la necessità di tutelare e potenziare l’ospedale Sant’Elia, presidio fondamentale per Caltanissetta e per l’intera Sicilia centrale.
La priorità deve essere il rafforzamento concreto del DEA di II livello, attraverso una ricognizione aggiornata delle criticità, il completamento delle funzioni ancora da attivare e il potenziamento dei reparti, delle tecnologie e degli organici necessari a garantire servizi sanitari adeguati. Occorre, in particolare, fare chiarezza sulle specialità previste dalla programmazione ospedaliera e non ancora pienamente operative, nonché sul completamento funzionale della piastra di emergenza.
Per questo chiedo a tutte le forze politiche cittadine, di maggioranza e di opposizione, di incontrarsi e condividere una piattaforma di obiettivi da sottoporre alla Regione e alle autorità sanitarie competenti, con impegni precisi, risorse individuate e tempi verificabili.
La qualità dell’assistenza non dipende dalla denominazione di una struttura, ma dalla disponibilità di professionisti qualificati, reparti efficienti, tecnologie adeguate e servizi realmente accessibili ai cittadini.
La crescita di Enna non deve essere vissuta come una contrapposizione con Caltanissetta. Ogni territorio ha diritto a sviluppare le proprie opportunità. Il nostro compito è evitare che ciò avvenga a scapito delle strutture esistenti e dei bisogni della nostra comunità.
La questione sanitaria deve diventare il punto di partenza per un confronto più ampio sul futuro della città. Università, sanità, imprese, infrastrutture, formazione e occupazione giovanile devono essere parte di una strategia integrata, capace di restituire a Caltanissetta prospettive di sviluppo.
Rinnovo, quindi, il mio appello: superiamo le divisioni e le logiche personalistiche, mettiamo al centro l’interesse collettivo e lavoriamo insieme per obiettivi concreti.
Caltanissetta ha bisogno di una visione condivisa, non di nuove polemiche. Il futuro della città richiede responsabilità, programmazione e capacità di fare squadra.

