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Sanità. Liste attesa, Agenas: andamento positivo su tempi per prime visite. Sempre peggio la Sicilia

Redazione

Sanità. Liste attesa, Agenas: andamento positivo su tempi per prime visite. Sempre peggio la Sicilia

Gio, 22/10/2026 - 17:41

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“Il rispetto dei tempi di ATTESA delle Prime Visite delle singole Regioni, tra i primi 9 mesi del 2025 e i primi 9 mesi del 2026 mostra un andamento tendenzialmente positivo, pur con andamenti differenziati”. E’ quanto si legge nel bollettino Agenas sulle LISTE di ATTESA al 30 settembre 2026. “Quattro Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025. Cinque Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’80% e l’89%, tra queste registrano un miglioramento Abruzzo e Lombardia- spiega la nota Agenas- 8 Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’70% e il 79%, tra queste registra un miglioramento significativo la Liguria, mentre si registra un peggioramento in Sicilia. Quattro Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte le regioni registrano un miglioramento ad eccezione della Sardegna”.

Anche per gli esami diagnostici “il quadro nazionale è complessivamente positivo, sebbene persistano differenze tra i territori- continua la nota- Sei Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025. Otto Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’80% e l’89%, tra queste registrano un miglioramento Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte e P.A. Trento. Quattro Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’70% e il 79%, tra queste registrano un miglioramento Abruzzo e Sardegna mentre peggiorano PA di Bolzano e Sicilia. Tre Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte le regioni registrano un miglioramento.

“L’analisi regionale conferma quindi la necessità di proseguire un confronto puntuale con le singole Regioni, tenendo conto non soltanto delle percentuali di rispetto dei tempi, ma anche dei volumi delle prestazioni e delle modalità di attribuzione delle classi di priorità- continua il bollettino di Agenas- Un elemento che richiede particolare attenzione riguarda infatti l’appropriatezza prescrittiva e, in particolare, la distribuzione delle richieste tra le diverse classi di priorità”. “Per le prime visite, la classe P (Programmabile entro 120 giorni) presenta un’incidenza media nazionale del 34,9%, ma con differenze significative tra le Regioni. Analoghe differenze si osservano nell’utilizzo delle classi Breve e Differibile, che possono incidere sulla pressione della domanda e sulla lettura dei risultati- si legge ancora nel bollettino- In particolare, in diversi ambiti si rileva un utilizzo non appropriato della classe di priorità P, attribuita a prestazioni classificate come primi accessi che, nella pratica, risultano riconducibili ad attività di controllo e follow-up, proprie dei secondi accessi”.

“Tale fenomeno evidenzia alcune criticità nei processi di presa in carico dei pazienti e sottolinea la necessità di raUorzare modelli organizzativi in grado di garantire percorsi assistenziali continuativi, programmati e coerenti con i bisogni di cura. Questi elementi rendono necessario approfondire i criteri di attribuzione delle priorità e raUorzare il lavoro con le Regioni per promuovere una maggiore omogeneità e appropriatezza delle prescrizioni”, conclude la nota di Agenas.

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