I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta hanno dato esecuzione a un decreto
emesso dal Tribunale nisseno – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, con il quale è stato
disposto il sequestro di 30 terreni nonché di 2 unità immobiliari, per un valore complessivo di circa 200 mila
euro, riconducibili a soggetti ritenuti intranei alla c.d. “stidda mazzarinese”.
L’attività investigativa di aggressione patrimoniale è stata avviata su input della Direzione Distrettuale Antimafia
della Procura di Caltanissetta, a seguito delle risultanze emerse nel corso dell’operazione convenzionalmente
denominata “Chimera”, effettuata dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela, da cui è emerso il ruolo di due
cittadini mazzarinesi, rispettivamente reggente e partecipe della “stidda”, condannati con sentenza definitiva per
reati connessi ad attività mafiose.
Il profilo criminale risultante a carico dei proposti ha permesso di inquadrarli a livello di gravità indiziaria quali
soggetti “pericolosi” e, pertanto, i finanzieri del Gruppo di Gela hanno effettuato nei loro confronti mirati
approfondimenti diretti a verificare il sussistere delle condizioni previste dal codice antimafia (D.Lgs. n.
159/2011) per l’applicazione delle misure di prevenzione a carattere patrimoniale.
Il provvedimento odierno si inserisce nel solco di una più ampia attività di prevenzione patrimoniale che aveva
già condotto, nei mesi precedenti, all’esecuzione del sequestro di 3 imprese, 2 unità immobiliari, 59 terreni, 13
veicoli – macchine agricole nonché di disponibilità finanziarie sempre nei confronti del predetto sodalizio. Nel
corso di attività investigative, le Fiamme Gialle hanno effettuato altri accertamenti finalizzati a ricostruire il
profilo patrimoniale dei proposti e dei relativi nuclei familiari, individuando ulteriori beni e disponibilità per un
valore complessivo di circa 200 mila euro, direttamente o indirettamente riconducili ai suddetti, non compatibili
con le fonti reddituali lecite prodotte e come tali chiaramente sintomatici di una chiara sproporzione, quantificata
in oltre un milione di euro, tra le ricchezze concretamente accumulate e le fonti reddituali formalmente a
disposizione.
Pertanto, il patrimonio riconducile ai proposti è stato – come prevede la legge – ricondotto a proventi di attività
delittuose, essenzialmente derivanti dall’operatività criminale dell’associazione a delinquere di tipo mafioso e
dalla forte capacità del sodalizio di inserirsi nel tessuto economico-sociale.
Il provvedimento è stato disposto in via anticipata, in attesa del contraddittorio che avrà luogo dinanzi al Palazzo
di Giustizia di Caltanissetta volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la successiva confisca dei
beni. Il contrasto alla criminalità economica ed organizzata consente di intercettare e reprimere ogni forma di
inquinamento dell’economia legale per salvaguardare imprese e cittadini onesti.
GdF Caltanissetta, operazione Chimera: sequestrati beni per 200mila euro a esponenti della “stidda mazzarinese”
Mar, 27/10/2026 - 10:08
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