“Si è svolta oggi (ieri, ndr) l’assemblea sindacale con i lavoratori e le lavoratrici dipendenti di Cmc Ravenna Spa ed Empedocle 2, a seguito del mancato pagamento degli stipendi di settembre che avrebbero dovuto essere corrisposti entro il 15 ottobre. A distanza di quasi un anno, nonostante i subentri siano stati formalizzati, il cantiere risulta in gran parte fermo e le retribuzioni vengono corrisposte in ritardo. Quella di CMC, di fatto, è ormai una vertenza nazionale avendo l’azienda unità produttive dislocate in tutta la Penisola (anche gli altri cantieri soffrono le stesse criticità). Nello stesso periodo si sono avvicendati numerosi dirigenti e il continuo mutamento degli assetti di governance produce instabilitàorganizzativa, privando le lavoratrici, i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali di interlocutori aziendali certi. Questo clima determina incertezza, mancanza di prospettive in assenza di un piano industriale definito. Per queste motivazioni il 3 novembre a Roma si terrà un incontro con l’azienda che dovrà consentire di acquisire un quadro chiaro e completo e di individuare impegni concreti, responsabilità e tempi certi di attuazione, a garanzia della continuità produttiva, della salvaguardia occupazionale. Ecco, perché, la proclamazione dello stato di agitazione non può e non deve essere legato soltanto ad una vertenza esclusivamente retributiva. E’ già stata indetta un’assemblea sindacale per il 4 novembre p.v. dalle ore 8,30 alle 9,30, presso il campo base di c.da Bigini, per illustrare i contenuti della riunione di Roma.” Così in una nota FENEAL UIL (F.Mudaro); FILCA CISL (L.Gintili); FILLEA CGIL (F.Cosca).
di Redazione 3
Gio, 29/10/2026 - 08:12

