CALTANISSETTA – Ci sono persone che attraversano la vita di una città fino a diventarne parte. Volti che appartengono alle strade, ai ricordi, alle tradizioni e alla memoria collettiva. Nicola Spena era uno di questi. O, forse, sarebbe più giusto chiamarlo come lo hanno sempre chiamato tutti, con quella confidenza affettuosa che dice molto più di qualsiasi definizione: zio Nicola.
Caltanissetta piange la scomparsa di Nicola Spena, venuto a mancare all’età di 90 anni. Un nisseno autentico, profondamente innamorato della sua città e delle sue tradizioni. Conosciuto da tutti, voluto bene da tutti, per decenni è stato una presenza familiare nella vita cittadina.
Aveva servito Caltanissetta anche attraverso il suo lavoro nell’amministrazione comunale. Era stato vigile urbano, uno di quelli di una volta, quando per le strade della città si girava in Moto Guzzi, con la divisa e la paletta infilata nello stivale. Un’immagine che oggi sembra quasi una scena di un film di Alberto Sordi e che restituisce il sapore di un’altra Caltanissetta, fatta di rapporti diretti, di persone che si conoscevano per nome e di figure che diventavano parte della quotidianità della comunità.
Successivamente era stato direttore del cimitero comunale, incarico nel quale aveva continuato a mettere qualcosa di profondamente suo: il senso del dovere, il carattere, la conoscenza della città e delle persone. Per Nicola Spena essere dipendente comunale significava, prima di tutto, servire la sua Caltanissetta.
Ma c’era un luogo dell’anima nel quale zio Nicola trovava probabilmente la sua espressione più autentica: la Settimana Santa.
Era un amore incredibile, forte, intenso. Non una semplice passione per le tradizioni, ma qualcosa che si intrecciava con la sua vita, con la famiglia, con gli affetti e con il suo stesso modo di sentirsi nisseno. Vare, Varicedde, processioni: zio Nicola viveva quel mondo con una partecipazione che difficilmente poteva lasciare indifferenti.
Anche qui il suo rapporto con il Comune diventava servizio concreto alla tradizione. Per anni dedicò tempo, attenzione ed energie anche agli aspetti organizzativi delle processioni, con una particolare cura per il Sinedrio, la Vara della processione del Giovedì Santo appartenente al Comune di Caltanissetta. Non era semplicemente un compito: era un pezzo della città di cui sentiva di doversi prendere cura.
Ma il nome di Nicola Spena resta indissolubilmente legato soprattutto all’Associazione Piccoli Gruppi Sacri, della quale fu fondatore e storico presidente.
Fu una sua intuizione quella di dare una vera forma associativa al mondo delle Varicedde, creando un’organizzazione capace di riunire, custodire e rappresentare quanti vivevano quella tradizione. Un’idea destinata ad andare oltre la stessa Associazione Piccoli Gruppi Sacri e ad aprire la strada a una nuova stagione dell’associazionismo della Settimana Santa nissena.
Progressivamente, anche attorno alle altre processioni e ai diversi momenti della Settimana Santa presero forma nuove realtà associative, dal mondo del Giovedì Santo a quello di Gesù Nazareno e della Real Maestranza. Un percorso che avrebbe contribuito a dare organizzazione, rappresentanza e continuità a un patrimonio custodito dalla devozione popolare, dalle famiglie e dai protagonisti delle singole tradizioni.
Quella di zio Nicola fu dunque un’intuizione che andava oltre la semplice costituzione di un’associazione. Aveva compreso che l’amore per la Settimana Santa aveva bisogno anche di responsabilità condivise, di organizzazione e, soprattutto, di qualcuno disposto a lavorare perché ciò che era stato ricevuto dalle generazioni precedenti potesse essere consegnato a quelle future.
E poi c’erano le Varicedde, il suo mondo più intimo.
Un legame particolare era quello con il Cireneo, la Varicedda del suocero Lucio Di Giovanni, alla quale Nicola Spena rimase profondamente affezionato. E poi c’era la Deposizione realizzata da Capizzi, la sua Varicedda personale. Affetti, famiglia e tradizione finivano così per fondersi in un’unica grande passione, vissuta per tutta la vita.
Chi lo ha conosciuto sa anche che zio Nicola non era un uomo dalle mezze misure. Aveva un carattere forte, deciso, qualche volta anche spigoloso. Quando si parlava delle cose che amava sapeva discutere, impuntarsi, difendere le proprie convinzioni con energia.
Ma anche questo era zio Nicola.
Perché dietro quei momenti, dietro quella fermezza e quella sua maniera così personale di vivere le cose, tutti gli riconoscevano qualcosa che non poteva essere messo in discussione: la sincerità della sua passione. E forse proprio per questo gli si perdonava anche qualche eccesso. Perché quando Nicola Spena alzava la voce per qualcosa in cui credeva, lo faceva con lo stesso trasporto con il quale aveva vissuto tutta la sua esistenza.
Era un uomo semplice, profondamente nisseno, capace di amare la propria città senza bisogno di proclamarlo. Lo aveva fatto lavorando per essa, percorrendone le strade sulla sua Moto Guzzi, servendola negli uffici e nei luoghi dell’amministrazione e, soprattutto, prendendosi cura delle sue tradizioni.
Oggi Caltanissetta perde non soltanto un uomo conosciuto e amato, ma un pezzo della propria memoria. Uno di quei personaggi che sembravano destinati a esserci sempre, perché per decenni erano stati parte del paesaggio umano della città.
E probabilmente sarà durante la prossima Settimana Santa che la sua assenza si farà sentire ancora di più.
Quando le Varicedde torneranno per strada, quando il Giovedì Santo riporterà le Vare nel cuore della città, quando il Sinedrio tornerà in processione e le note delle marce risuoneranno tra le vie di Caltanissetta, sarà difficile non cercare, almeno per un istante, zio Nicola.
Sarà difficile non ricordarlo con la sua Moto Guzzi e la paletta nello stivale, con quel carattere forte e inconfondibile, con le sue discussioni e le sue battaglie, con il Cireneo, la Deposizione e quell’amore senza misura per la Settimana Santa.
Perché ci sono uomini che, anche quando se ne vanno, continuano ad appartenere alla loro città.
Nicola Spena era uno di loro.
E per Caltanissetta resterà sempre, semplicemente, zio Nicola.
I funerali di Nicola Spena saranno celebrati mercoledì alle ore 17 nella Cattedrale di Santa Maria La Nova di Caltanissetta.
Al figlio Michele Spena, editore de Il Fatto Nisseno, e a tutta la famiglia giungano le più sentite condoglianze del direttore responsabile e dell’intera redazione de Il Fatto Nisseno.

