La procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio di 22 persone, fra cui il sindaco di Camastra Dario Gaglio e la vicesindaca di Comitini Teresa Delisi, nell’ambito dell’inchiesta su un presunto sistema di tangenti e false residenze per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana a cittadini brasiliani. La richiesta, firmata dal procuratore Giovanni Di Leo, sara’ esaminata dal gup Michele Dubini nell’udienza preliminare fissata per il 13 novembre.
Secondo l’accusa, alcune agenzie specializzate nell’assistenza ai brasiliani avrebbero organizzato le pratiche di cittadinanza iure sanguinis con la complicita’ di amministratori, funzionari comunali e agenti della polizia locale. Le irregolarita’ avrebbero riguardato soprattutto i Comuni di Naro, Camastra, Comitini, Porto Empedocle e Siculiana. Gli indagati avrebbero favorito l’iscrizione anagrafica di cittadini stranieri in abitazioni dove non intendevano stabilirsi, accelerando le procedure attraverso presunti pagamenti illeciti, omissioni nei controlli e informazioni riservate.
Fra le persone coinvolte figurano anche Giuseppe Giglione, titolare di un’agenzia di Raffadali, l’avvocato Nicola Mucci e diversi dipendenti pubblici. Le accuse, contestate a vario titolo, copertura corruzione, falso ideologico, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, rivelazione di segreti d’ufficio, riciclaggio e autoriciclaggio. Gli investigatori ipotizzano inoltre che parte dei proventi illeciti sia stata trasferita attraverso societa’ estere e operazioni finanziarie per nasconderne la provenienza. Giglione risulta detenuto per questa vicenda, mentre altri indagati sono sottoposti a misure cautelari non detentive.

