CALTANISSETTA. Riceviamo e pubblichiamo intervento del presidente di Fenimprese Michele Giarratano a proposito degli aumenti che ha subito il carburante.
“I continui e incontrollati rincari del costo del carburante stanno mettendo a dura prova la tenuta delle nostre aziende. Non ci troviamo di fronte a una semplice fluttuazione di mercato, ma a un’emergenza economica che erode i margini operativi, prosciuga la liquidità aziendale e mette a rischio la sopravvivenza di intere filiere e dei posti di lavoro che esse garantiscono. I settori in emergenza L’aumento del costo dei carburanti colpisce in modo orizzontale l’intera struttura imprenditoriale:
Autotrasporto e Logistica: Per le imprese di spedizione e trasporto, il gasolio rappresenta la prima voce di spesa. L’impossibilità di ribaltare istantaneamente tali aumenti sui committenti sta portando molte realtà operative fuori mercato.
Edilizia e Movimento Terra: I costi per l’alimentazione dei macchinari e dei mezzi di cantiere sono diventati insostenibili, compromettendo la redditività degli appalti già aggiudicati.
Agricoltura, Pesca e Distribuzione: Il rialzo del carburante agricolo e navale azzera i margini dei produttori, innescando una spinta inflazionistica lungo tutta la catena alimentare.
Commercio, Servizi e Artigianato: Le micro e piccole imprese che dipendono da flotte aziendali per interventi, consegne e manutenzioni vedono lievitare vertiginosamente i costi fissi d’esercizio.
Come Associazione di rappresentanza delle imprese, chiediamo misure concrete per salvaguardare la produttività e la competitività del sistema paese:
1. Calmierare i prezzi alla pompa e taglio automatico delle accise: L’attivazione immediata di un meccanismo di sterilizzazione dell’IVA e la riduzione del carico fiscale sulle accise al superamento di determinate soglie di prezzo.
2. Potenziamento del credito d’imposta sul carburante: La proroga e il rafforzamento dei crediti d’imposta per l’acquisto di carburante, estendendoli a tutti i settori produttivi ad alto utilizzo di mezzi e garantendone la fruizione rapida in compensazione tramite F24.
3. Contributi straordinari a fondo perduto: L’istituzione di sostegni diretti per le micro e piccole imprese più esposte, per evitare che la mancanza di liquidità generi un’ondata di chiusure aziendali.
4. Moratoria sui debiti fiscali e bancari: Misure temporanee di sospensione o rateizzazione per i versamenti tributari e le quote capitale dei finanziamenti, per consentire alle imprese di assorbire lo shock finanziario.
5. Tavolo di confronto e contrasto alle speculazioni: L’apertura immediata di un tavolo di crisi istituzionale e un monitoraggio stringente sulla filiera energetica per reprimere ogni fenomeno di speculazione sui prezzi all’ingrosso e al dettaglio.
Senza un piano di aiuti tempestivo e strutturale, le imprese non saranno in grado di reggere il peso di questa crisi. Proteggere le aziende oggi significa difendere l’occupazione, il valore economico del territorio e la tenuta dell’intera economia nazionale”.

