Salute

Polemiche sulla sanità provinciale. la replica di Catania (FdI): “Da anni denuncio criticità sistema sanitario provinciale e continuerò a farlo”

Redazione 1

Polemiche sulla sanità provinciale. la replica di Catania (FdI): “Da anni denuncio criticità sistema sanitario provinciale e continuerò a farlo”

Ven, 28/08/2026 - 19:41

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MUSSOMELI. Riceviamo e pubblichiamo nota di replica del vice sindaco Giuseppe Catania al coordinamento provinciale di Forza Italia in merito alle criticità sulla sanità nissena sollevate dallo stesso vice sindaco.

“Leggo con un misto di curiosità e stupore il comunicato attribuito al coordinamento provinciale di Forza Italia sulla sanità nissena. Curiosità, perché fa sempre piacere scoprire improvvisi interessamenti alle sorti della nostra sanità; stupore, perché evidentemente la memoria politica, dalle nostre parti, rischia di essere persino più corta delle liste d’attesa. Da anni denuncio pubblicamente le criticità del sistema sanitario della provincia di Caltanissetta. E l’ho fatto non per spirito conflittuale nei confronti di questo o quel direttore generale, né per antipatie personali, ma perseguendo un obiettivo molto semplice: fare in modo che i cittadini nisseni possano avere gli stessi servizi e le stesse opportunità di cura garantiti ai cittadini di altre province siciliane e, soprattutto, delle aree metropolitane.

Non è una battaglia iniziata oggi e non è certamente cominciata con l’attuale Direzione generale. Anni fa avevo già lanciato l’allarme sulla gravissima carenza di medici che avrebbe progressivamente messo in ginocchio reparti e servizi. Un allarme che allora fu sottovalutato da molti addetti ai lavori, da esponenti delle direzioni strategiche succedutesi nel tempo e anche da diverse forze politiche. Tra queste, se la memoria non mi inganna, c’era proprio Forza Italia, che arrivò persino a definire “farlocco” un bando per il reclutamento di medici stranieri, iniziativa prevista dalla normativa italiana e da me proposta e fortemente sostenuta proprio nel tentativo di fronteggiare una carenza ormai cronica di professionisti sanitari.

Oggi, evidentemente, qualcuno scopre che i medici non si trovano. Meglio tardi che mai. Agli amici forzisti dalla memoria corta ricordo inoltre che il mio confronto con le precedenti direzioni generali non è stato certamente più tenero. Anche durante la gestione dell’allora direttore generale Alessandro Caltagirone ho sollevato pubblicamente problemi e criticità, arrivando in alcuni casi a confronti assai duri, come avvenuto anche in occasione di un Consiglio comunale straordinario convocato a Mussomeli e dedicato alla sanità.

Per questo è francamente curioso tentare oggi di rappresentare le mie prese di posizione come una sorta di battaglia personale contro l’attuale management. La mia posizione è rimasta la stessa: cambiano i direttori generali, non cambia il metro con cui giudico il funzionamento della sanità, che è quello dei servizi concretamente offerti ai cittadini. Allo stesso modo, quando si attribuiscono all’attuale Direzione generale risultati quali ospedali di comunità, case della comunità e COT, sarebbe opportuno ricordare che si tratta di interventi inseriti nella programmazione sanitaria del PNRR, avviati precedentemente all’insediamento dell’attuale management. Se dei meriti devono essere riconosciuti, dunque, quantomeno vanno condivisi con chi ha preceduto questa Direzione.

Lo stesso vale per le stabilizzazioni del personale, che qualcuno sembra voler presentare quasi come una benevola concessione della Direzione generale di turno. Non è così. Le stabilizzazioni sono il risultato di precisi atti di indirizzo della politica regionale, dell’applicazione della normativa e di percorsi costruiti anche attraverso il confronto e gli accordi con le organizzazioni sindacali. Trasformare procedure derivanti da questi indirizzi in una sorta di generoso regalo del management significa, quantomeno, raccontare soltanto una parte della storia.

Sia chiaro: ogni atto che restituisce dignità e certezza lavorativa a chi per anni ha prestato servizio nella sanità pubblica va salutato positivamente. Ma un conto è riconoscere il lavoro amministrativo necessario a dare attuazione alle stabilizzazioni, altro è attribuirsene politicamente la paternità. I diritti dei lavoratori e gli indirizzi assunti a livello regionale non sono gentili concessioni di nessun direttore generale. Comprendo la necessità politica degli amici di Forza Italia di cimentarsi in difese d’ufficio. Quando però la difesa diventa più importante della realtà, il risultato rischia di essere francamente imbarazzante.

E allora vorrei rivolgere loro qualche domanda molto semplice. Hanno provato recentemente a prenotare una visita o un esame specialistico attraverso il servizio sanitario pubblico? E, se sì, ritengono che i tempi di attesa prospettati siano compatibili con quelli che dovrebbero essere garantiti in un Paese civile? Ritengono normale che una donna in gravidanza, per ottenere prestazioni che dovrebbero esserle assicurate dal servizio sanitario, possa trovarsi nella condizione di dover andare fuori provincia oppure rivolgersi, pagando profumatamente, a professionisti privati?

Hanno parlato con i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari che ogni giorno tengono in piedi gli ospedali della provincia? Hanno ascoltato cosa significa lavorare con organici insufficienti, turni massacranti e condizioni che troppo spesso arrivano ai limiti della sopportazione? Hanno chiesto ai cittadini cosa significhi aspettare mesi per una prestazione o essere costretti a spostarsi altrove per ottenere risposte sanitarie che dovrebbero trovare nella propria provincia? Perché è di questo che dovremmo discutere.

La sanità nissena non ha bisogno di tifoserie, né di avvocati difensori di questa o quella Direzione generale. Ha bisogno di medici, infermieri, servizi efficienti, tempi di attesa accettabili, reparti messi nelle condizioni di funzionare e cittadini che non debbano sentirsi siciliani di serie B quando hanno bisogno di curarsi. Continuerò pertanto a denunciare ciò che non funziona, così come riconoscerò ciò che funziona, indipendentemente dal nome di chi siede sulla poltrona di direttore generale e dal partito che eventualmente ritenga di doverne assumere la difesa politica. Agli amici forzisti nisseni suggerisco quindi meno memoria selettiva, meno difese d’ufficio e, soprattutto, un po’ più di attenzione alla sostanza. Perché mentre la politica discute su chi debba essere difeso da chi, la sanità nissena è in grande sofferenza. Ed è quella, non la tutela di piccoli interessi di bottega, la battaglia che dovrebbe interessare tutti”.

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