“Nel martirio di Sant’Agata, illustre esempio di fedelta’ a Cristo e di amore fino alla piena offerta di se’, la comunita’ ecclesiale contempla la vittoria della grazia sulla violenza, della fede sulla paura e della carita’ sulla morte”. E’ quanto scrive Papa Leone nella lettera indirizzata al cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, nominato legato pontificio per le celebrazioni previste nei giorni 16 e 17 agosto 2026, in occasione del IX Centenario del ritorno delle reliquie della martire Sant’Agata a
Catania .
Uccisa tra le torture ancora adolescente per non aver rinnegato la fede durante le persecuzioni anticristiane scatenate dall’Imperatore romano Decio nel III secolo, Sant’Agata – scrive Leone XIV – ha partecipazione alla Pasqua di Cristo e risplende come una “luminosa testimonianza della forza che il Signore infonde a coloro che perseverano saldi nelle tentazioni e nelle prove”. La “Santuzza”, come viene chiamata Sant’Agata a
Catania , di cui e’ patrona, resta dunque una “presenza viva che custodisce la memoria cristiana del popolo e lo chiama alla coerenza evangelica di vita, nonche’ alla speranza e alla carita’” rendendo visibile la comunione dei santi e “rafforzando nei fedeli la consapevolezza che la Chiesa pellegrina sulla terra e’ sostenuta dall’intercessione e dall’esempio di coloro che sono gia’ divenuti partecipi della gloria celeste”.

