Salute

Mafia, 44 anni fa l’uccisione del medico legale Paolo Giaccone

Redazione 3

Mafia, 44 anni fa l’uccisione del medico legale Paolo Giaccone

Mar, 11/08/2026 - 11:19

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Ricordato oggi Paolo Giaccone, medico legale, spesso consulente del Tribunale, ucciso l’11 agosto 1982 mentre stava per raggiungere l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico universitario di Palermo. Fu assassinato dal killer mafioso Salvatore Rotolo, della famiglia di Corso dei Mille, per ordine di Cosa nostra. Si era rifiutato di falsificare una perizia su un’impronta digitale che avrebbe scagionato Giuseppe Marchese, uno dei sicari della strage di Bagheria del 25 dicembre 1981. Ordinario di Medicina legale all’Universita’ di Palermo, Giaccone dirigeva anche il Centro Trasfusionale del Policlinico, gestito da Avis, che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 1963. Per questo il Direttivo regionale ha deliberato di intensificare le giornate di raccolta nel corso del mese. Il momento piu’ significativo proprio oggi, quando in tutte le unita’ e i punti di raccolta Avis si terra’ una seduta straordinaria di prelievo, nell’esatto anniversario dell’omicidio. “Quella del professor Giaccone e’ una testimonianza che, come Avis, sentiamo il dovere di custodire e raccontare – dice il Direttivo di Avis Modica – non fu soltanto un medico rigoroso, ma un uomo che pago’ con la vita la propria integrita’, senza mai scendere a compromessi. Per questo l’11 agosto sara’ per noi una giornata speciale, interamente dedicata alla sua memoria: un modo concreto per dire che il suo esempio continua a generare vita, proprio come il gesto di chi dona il sangue. E sara’ tutto agosto, non solo un giorno, a portare il suo nome”. Per il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, “ricordare Paolo Giaccone significa ricordare un uomo che ha fatto fino in fondo il proprio dovere, con rigore professionale, senso dello Stato e integrita’ morale. La sua uccisione per mano mafiosa colpi’ non soltanto un medico del Policlinico, ma una persona che aveva scelto di non piegare la propria professionalita’ a nessuna convenienza e che, proprio attraverso il suo lavoro, contribuiva alla ricerca della verita’.A distanza di tanti anni, Palermo continua a riconoscere in Paolo Giaccone una testimonianza limpida di liberta’ e responsabilita’. Ricordarlo oggi significa rinnovare l’impegno delle istituzioni affinche’ nessuna forma di potere criminale possa mai tornare a condizionare il lavoro, la coscienza e la liberta’ di chi serve la comunita’”. (AGI)

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