La vendemmia gioca d’anticipo quest’anno per il cambiamento climatico con il caldo che, da Nord a Sud, accelera il ciclo vegetativo della vite e anticipa le raccolte. Sulla quantità delle uve – ammonta a 44,383 milioni di ettolitri la produzione vinicola italiana 2025 – è prematuro fare previsioni. Tuttavia, a detta di Assoenologi, se le condizioni meteo resteranno favorevoli, il 2026 potrebbe consegnare un’annata di buona qualità.
Con 670mila ettari di vigneto e una bilancia commerciale attiva per 7,2 miliardi di euro l’anno, il settore si conferma, secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, uno dei più performanti del made in Italy e conta 870mila occupati. Il via alla vendemmia 2026 lo ha dato la Sicilia, dove Cantine Ermes, la più grande cooperativa vitivinicola italiana di primo livello, ha avviato, martedì scorso nel Trapanese, la raccolta delle prime uve bianche precoci. “In primavera – ricorda Rosario Di Maria, presidente di Cantine Ermes – la pressione fitosanitaria è stata elevata e le rese saranno verosimilmente inferiori rispetto a un’annata ordinaria.
Ma le prime uve conferite evidenziano un buon equilibrio e caratteristiche qualitative interessanti”. In Piemonte, fa sapere Giacomo Pondini, direttore Consorzio Asti Docg, “‘l’inizio dell’invaiatura si presenta in anticipo e la produzione attesa è di buona qualità, ma i picchi di calore del mese di agosto potrebbero ridurre il volume dei grappoli”. Nel Monferrato “la resilienza delle varietà locali e il lavoro quotidiano dei produttori saranno ancora una volta determinanti”, osserva Paolo Ricagno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui. In Alto Adige una delle partenze più precoci mai registrate sul territorio. I vigneti si presentano in buone condizioni sanitarie e “grazie alle dimensioni contenute dei vigneti e a una viticoltura manuale, – spiega il direttore del Consorzio Vini Alto Adige Eduard Bernhart – le aziende potranno affrontare la vendemmia con rapidità e precisione nel momento ottimale di maturazione”.
A San Paolo, nel comune di Appiano sulla Strada del Vino, “circa 7-10 giorni di anticipo rispetto al 2025, a causa delle temperature superiori alla media registrate negli ultimi tre mesi” fa sapere Philipp Zublasing, enologo di Cantina Sankt Pauls, che si dichiara soddisfatto della maturazione delle uve nella realtà cooperativa altoatesina. In Toscana prevale un cauto ottimismo. “In Maremma la vendemmia si avvia sotto buoni auspici, con vigneti in ottimo stato fitosanitario e uve sane. Si prospetta in anticipo di 7-10 giorni rispetto alla media” annuncia Luca Pollini, direttore del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.
“L’evoluzione della campagna dipenderà in larga misura dall’andamento climatico dei prossimi 15-20 giorni”, rileva Alessandro Fiorini, agronomo e vicepresidente del Consorzio Morellino di Scansano. Più prudente il quadro in Abruzzo, dove il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, spiega che “è ancora presto per formulare stime attendibili sui volumi produttivi. Una violenta grandinata ha colpito alcune aree del Teramano nei giorni scorsi. Nelle altre zone le prospettive restano aperte, mentre il caldo e il deficit idrico potrebbero favorire un’ulteriore anticipazione della maturazione”. Mentre prefigura un’ottima annata il Consorzio Bardolino che dichiara uve con uno stato di salute al top: un buon tenore zuccherino accompagnato da un’acidità equilibrata.

