“Le notizie emerse dall’inchiesta sul CEFPAS suscitano indignazione e rabbia perché le parole emerse dalle intercettazioni riportano alla luce una cultura sessista e patriarcale che continua a considerare le donne non per le loro competenze, il loro merito e la loro professionalità, ma per il loro aspetto fisico e per la loro capacità di compiacere chi detiene il potere.
In ogni caso, non è ammissibile derubricazione di certe frasi ed affermazioni come semplici espressioni scherzose o inopportune, perché esse sarebbero comunque manifestazione di una concezione degradante della donna, ridotta a oggetto di piacere, di valutazione estetica e persino di dominio. Una cultura che va respinta con assoluta fermezza perché è la stessa cultura che alimenta discriminazioni, molestie, sopraffazioni e che costituisce il terreno sul quale si radicano le diverse forme di violenza contro le donne.
Le parole non sono mai neutre. Dietro certe espressioni c’è una visione della società che considera le donne come corpi da giudicare e utilizzare anziché persone da rispettare. E tutto cio’ è incompatibile con le istituzioni democratiche e con i valori di uguaglianza e dignità sanciti dalla Costituzione.
Prendo atto delle dimissioni rassegnate oggi da Capodieci. È una decisione che riconosce la gravità della vicenda, e rafforza la nostra richiesta “FUORI LA POLITICA DALLA SANITÀ“ . Ma queste dimissioni non possono essere sufficienti.
Per le stesse ragioni ritengo che debba dimettersi anche Riccardo Gallo, indicato come il referente politico di quel sistema di relazioni e di potere. Le Istituzioni non possono consentire che al proprio interno alberghino atteggiamenti discriminatori o offensivi nei confronti delle donne , perchè il permanere su scranni parlamentari danneggia l’immagine delle istituzioni ed in questo caso la credibilità del Parlamento regionale».
Esiste una responsabilità politica e morale che prescinde dagli accertamenti giudiziari e che impone scelte immediate e coerenti.
Pertanto, faccio mia la richiesta avanzata dalla Cgil e dalle nove associazioni femminili che hanno chiesto le dimissioni immediate di Gallo. Non si tratta di sostituirsi alla magistratura, ma di affermare un principio fondamentale: chi rappresenta le istituzioni deve essere esempio di rispetto, uguaglianza e dignità umana e le donne non possono essere ricattate per il bisogno di lavoro.
Chiedo giustizia per la dignità delle donne.
Chiedo che la politica prenda le distanze in modo netto e inequivocabile da ogni cultura sessista e patriarcale che riduce le donne a oggetti. Su questi temi non possono esserci silenzi, ambiguità o calcoli di convenienza politica.
La dignità delle donne non è negoziabile. E le istituzioni hanno il dovere di difenderla sempre”. Lo afferma la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Ida Carmina.

