Salute

Caltanissetta. Vicenda Cefpas, Siad, Csa Cisal: «I 65 precari non c’entrano nulla con l’inchiesta, la politica li salvi»

Redazione 1

Caltanissetta. Vicenda Cefpas, Siad, Csa Cisal: «I 65 precari non c’entrano nulla con l’inchiesta, la politica li salvi»

Mer, 10/06/2026 - 09:06

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CALTANISSETTA. Si è svolto ieri all’ARS un atteso e cruciale incontro tra alcuni deputati parlamentari della maggioranza e i rappresentanti del sindacato SIAD CSA CISAL, volto a individuare una via d’uscita urgente per il drammatico stallo istituzionale e occupazionale che sta colpendo il CEFPAS (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario).

Al centro del confronto, la vertenza del personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (ex co.co.co.) rimasto privo di occupazione lo scorso 30 aprile 2026. Una scadenza che assume un valore simbolico amaro: dal 1° maggio, proprio in concomitanza con la Festa dei Lavoratori, ben 65 famiglie siciliane hanno perso l’unica fonte di reddito e sostentamento economico.

Il SIAD CSA CISAL ha rappresentato con fermezza la voce dei lavoratori ai membri del Parlamento siciliano, sottolineando come il personale precario non possa in alcun modo trasformarsi nella “vittima collaterale” di vicende gestionali e giudiziarie che non li riguardano minimamente. Pur riaffermando che il principio di legalità vada sempre perseguito con rigore, il Sindacato ha evidenziato che l’azione amministrativa deve necessariamente camminare di pari passo con la tutela del lavoro, la dignità delle persone e la continuità dei servizi di pubblica utilità.

«Bisogna scindere con totale chiarezza la cronaca giudiziaria dall’emergenza occupazionale», spiegano con forza i rappresentanti del SIAD CSA CISAL. «Le note indagini della Procura della Repubblica di Caltanissetta si concentrano su dinamiche e criticità amministrative di vertice rispetto alle quali i 65 lavoratori sono non solo del tutto estranei, ma semmai vittime due volte: la prima come cittadini e la seconda come professionisti rimasti senza stipendio. Questi lavoratori precari hanno lavorato onestamente in prima linea per cinque anni, garantendo l’operatività della struttura con assoluta professionalità e spirito di servizio. Confondere le responsabilità gestionali sotto inchiesta con il diritto al lavoro di chi ha sempre operato nella legalità è un corto circuito drammatico che l’ARS deve fermare subito. Non accetteremo che il personale onesto diventi il capro espiatorio di errori altrui».

Nel corso della seduta, il Sindacato ha illustrato ai deputati i dati allarmanti che descrivono una vera e propria paralisi tecnica dell’Ente. Il personale co.co.co. ha infatti costituito negli ultimi anni l’ossatura fondamentale per le attività formative, progettuali, amministrative e di supporto del Centro. L’attuale immobilismo risulta ancor più insostenibile se rapportato alla cronica carenza

d’organico strutturale del CEFPAS, che sconta oggi una scopertura stimata di 90 dipendenti (pari al 65% del fabbisogno reale).

A fronte di questi numeri, il mancato rinnovo dei 65 collaboratori rischia di determinare il collasso definitivo dell’efficienza amministrativa, fino alla sospensione delle attività didattiche che rivestono un carattere strategico per l’intero sistema sanitario siciliano. Dietro i freddi dati della burocrazia, il Sindacato ha richiamato l’attenzione sulle competenze professionali consolidate e sui progetti di vita di decine di persone precipitate in uno stato di totale incertezza economica e sociale.

Per superare l’impasse, il SIAD CSA CISAL ha chiesto formalmente ai deputati dell’ARS di adottare tutti i provvedimenti necessari per consentire sia la continuità occupazionale dei lavoratori coinvolti, sia la presentazione di uno specifico progetto di legge finalizzato a garantire il regolare funzionamento di un Ente che rappresenta un presidio fondamentale per la formazione e la qualificazione di tutto il personale medico e sanitario dell’Isola.

La richiesta avanzata è stata l’adozione di un intervento di massima urgenza strutturato su due binari:

1 Proroga e riattivazione immediata dei contratti: l’istanza poggia sulla reale disponibilità di risorse economiche già stanziate e utilizzabili all’interno del bilancio del CEFPAS, idonee a coprire la prosecuzione dei rapporti di lavoro. Riattivare i contratti con fondi già approvati è un atto di corretta e sana amministrazione, che nulla ha a che fare con le zone d’ombra dell’inchiesta.

2 Avvio delle stabilizzazioni: l’attivazione immediata delle procedure volte al ripristino stabile dei livelli occupazionali precedentemente esistenti, rispondendo a imprescindibili ragioni di buon andamento della pubblica amministrazione.

Al termine degli incontri, i deputati e la delegazione sindacale hanno convenuto sull’assoluta necessità di garantire la continuità operativa del Centro, impegnandosi a scongiurare una riduzione o una sospensione dei servizi. Il SIAD CSA CISAL ha assicurato un continuo sostegno, auspicando una rapida e trasversale convergenza politica per restituire dignità ai lavoratori e stabilità a un’istituzione d’eccellenza per la sanità siciliana.

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