Il sipario è calato da pochissimo, ma l’eco della musica e degli applausi vibra ancora tra le strade del centro storico. La prima edizione del Qal’at Song Contest ha letteralmente conquistato Caltanissetta, trasformando il Teatro Rosso e l’area di Palazzo Moncada nel cuore pulsante della creatività giovanile nissena. Regina indiscussa del palcoscenico è stata la travolgente e affascinante Sonia Hamza, vero volto e anima di un festival che ha dimostrato come la musica dal vivo possa ancora fare la differenza. Con la sua energia pop e magnetica, Sonia ha guidato la kermesse supportata sul palco dal nisseno Donatello Polizzi, che ha portato un apprezzato tocco di identità e calore locale. Una bellissima sinergia che ha permesso a Sonia di esprimere al meglio tutto il suo carisma, trascinando il pubblico in un viaggio indimenticabile fatto di note e passioni autentiche.
Abbiamo fatto due chiacchiere con lei per farci raccontare il dietro le quinte di un’avventura straordinaria, tra retroscena, sogni nel cassetto e una buona dose di good vibes.
«È stata un’esperienza davvero positiva, ricca di verità, emozioni e concretezza», esordisce Sonia, ancora visibilmente entusiasta. Salire sul palco del Teatro Rosso non è stato semplicemente un lavoro, ma un’esperienza umana travolgente. «Si respirava entusiasmo vero, quella bella adrenalina che nasce quando capisci che stai vivendo qualcosa di importante. Ho percepito tantissima passione da parte di tutti: organizzazione, artisti, pubblico». Per la conduttrice, uno dei regali più grandi è stato l’aspetto umano: il legame sincero nato con persone che l’hanno fatta sentire subito a casa. Un impatto, quello del Qal’at, che ha lasciato il segno sull’intero territorio nisseno: «Eventi così fanno bene alle città perché creano aggregazione, cultura e sogni condivisi. Ha acceso una luce nuova sulla musica, sull’arte e soprattutto sui giovani talenti».
In un’epoca dominata da talent show televisivi e dinamiche social velocissime e spesso basate solo sull’apparenza, il Qal’at Song Contest ha scelto di andare controcorrente, puntando tutto su masterclass, incontri e musica rigorosamente live. Un approccio concreto che Sonia ha sposato fin dal primo istante: «Il festival aveva un’anima viva, dall’inizio alla fine… ed è proprio questa la sua forza. Il Qal’at ha scelto la sostanza: la musica dal vivo, il confronto, lo studio, la crescita personale e artistica. Ho trovato meraviglioso dare ai ragazzi la possibilità di imparare davvero, di ascoltare, di mettersi in gioco senza filtri». Le masterclass non sono state semplici lezioni, ma hanno creato un’atmosfera autentica e quasi familiare, trasformando la competizione in un percorso di vita che è arrivato dritto al cuore degli spettatori.
La risposta della città non si è fatta attendere. Lo spazio Open Qal’at, incastonato nel centro storico, è diventato il punto d’incontro generazionale dove musica e persone si sono mescolate in modo spontaneo. «La risposta del pubblico è stata bellissima. Ho percepito calore, partecipazione e tanta curiosità. La città ha accolto il festival con entusiasmo e questo si vedeva negli occhi della gente, nell’energia che si respirava tra le strade, nei sorrisi, negli applausi. Quando il pubblico vive un evento con il cuore, lo senti subito. E lì il cuore batteva forte».
Dalle prime esperienze nelle televisioni regionali fino ai grandi palchi live, il modo di comunicare di Sonia non si è snaturato, semmai si è amplificato. La sua ricetta è semplice: zero filtri, tantissima empatia e il desiderio costante di regalare vibrazioni positive. «La genuinità per me è fondamentale. Non amo creare distanza tra me e le persone. Negli anni mi sto concentrando tanto sulla tecnica per migliorarmi, ma anche quando sbaglio qualcosa, la verità e l’amore per ciò che faccio arrivano comunque. E alla fine premiano sempre».
Se dovesse descriversi con tre aggettivi? Nessun dubbio: autentica, perché incapace di recitare un personaggio diverso da se stessa; solare, perché crede nella forza del buonumore e della leggerezza ; ed energica, perché vive tutto con intensità e passione. E poi c’è il suo brand personale, quel cognome spesso storpiato e diventato un simbolo: «La mia firma “HAMZA” è quasi un simbolo della mia identità. Il mio focus? Diventare così famosa da non dover più fare lo spelling!», scherza.
Il viaggio di Sonia è appena iniziato e l’agenda dei prossimi mesi è già fittissima. Dopo aver concluso le registrazioni del programma “Stonati ma felici” su TGS accanto a Sasà Salvaggio, l’estate la vedrà girare in lungo e in largo la Sicilia per presentare eventi con il suo inconfondibile stile “pop”.
Ma l’orizzonte si allarga anche verso nuove sfide artistiche: «Guardando avanti, mi piacerebbe tantissimo concentrarmi sul mondo della recitazione. Il cinema è un grande sogno che custodisco da sempre. E vorrei iniziare anche un percorso di danza, perché credo che ogni forma d’arte possa arricchire una comunicatrice. Insomma… non voglio stare ferma. Ho ancora tantissima voglia di crescere, sperimentare ed emozionarmi».
Caltanissetta ha vissuto una splendida pagina di spettacolo, e noi non vediamo l’ora di scoprire dove porterà la prossima ondata di energia.
(Foto di Umberto Ruvolo)

