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Piattaforme petrolifere condannate a pagare Imu e Tasi: gettito di 12 mln al Comune del Nisseno

Redazione 2

Piattaforme petrolifere condannate a pagare Imu e Tasi: gettito di 12 mln al Comune del Nisseno

Gio, 06/05/2021 - 13:38

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La Eni Mediterranea Idrocarburi spa deve pagare l’Imu e la Tasi per le tre piattaforme petrolifere a largo di Gela: “Gela Mare”, “Gela Perla” e “Prezioso”.

L’impresa dovra’ versare alle casse del Comune 12 milioni di euro, importo comprensivo delle imposte per il triennio che va dal 2016 al 2018, degli interessi e delle sanzioni. Lo dicono gli avvocati Alessandro Dagnino e Giancarlo Costa che difendevano il comune di Gela. La decisione e’ della Commissione tributaria provinciale di Caltanissetta che ha rigettato il ricorso presentato dalla societa’ petrolifera. Secondo il collegio composto dai giudici Romeo Ermenegildo Palma (presidente), Renato Di Natale (relatore) e Emanuela Maria Petix (componente) il ricorso della societa’ conteneva “considerazioni fragili oltre che infondate”. L’operato del Comune e’ risultato, dicono i legali, conforme non solo alle leggi, ma anche alla loro interpretazione offerta dalla Corte di Cassazione.

La societa’ proprietaria delle piattaforme, per affermare la non assoggettabilita’ al tributo, aveva invocato, tra l’altro, la recente istituzione, a decorrere dal 2020, di una imposta immobiliare speciale sulle piattaforme marine, sostitutiva di ogni altra imposizione immobiliare locale. Secondo la Commissione tributaria, questa circostanza, invece, non fa altro che confermare che i tributi sulla proprieta’ immobiliare, per gli anni precedenti all’istituzione dell’Impi, devono essere versati, come sostenuto dalla difesa del Comune. I giudici tributari, accogliendo le eccezioni formulate dall’avvocato Dagnino, hanno rilevato che “le piattaforme petrolifere sono soggette al pagamento del tributo e sono classificabili nella Cat. D/7, in quanto le stesse sono riconducibili al concetto di immobili, sono suscettibili di accatastamento e idonee a produrre un reddito proprio, la cui redditivita’ va riferita allo scioglimento di attivita’ imprenditoriale-industriale”. La Commissione tributaria ha anche posto integralmente a carico della societa’ le spese di lite, condannandola a versare al Comune, altri 60 mila euro. Soddisfatto per la sentenza il sindaco Lucio Greco il quale afferma che “ancora una volta la Commissione tributaria riconosce il diritto alla riscossione di queste due imposte da parte dell’Ente territoriale.

Mi auguro – aggiunge – che EniMed adempia subito a quanto stabilito tramite sentenza in modo che, nel piu’ breve tempo possibile, si possa chiudere definitivamente il contenzioso e avere liquidata l’importante somma, da investire per la soluzione dei tanti problemi e delle tante emergenze della citta'”.