CALTANISSETTA – “Rivendichiamo la titolarita’ in capo a Montante di essere stato e di essere ancora il vessillo dell’antimafia e chi lo vuole abbattere e’ il potere mafioso che e’ riemerso purtroppo allineato a quello giudiziario che inconsapevolmente sta dando un forte contributo alla sua vittoria”. Lo ha affermato Carlo Taormina, legale dell’ex leader di Confindustria Sicilia, nel giorno dell’arringa di oggi nel processo che si celebra con il rito abbreviato a Caltanissetta nei confronti di Montante e di altri cinque imputati. “Siamo convinti – ha aggiunto Taormina – che questo processo avra’ una svolta nel prossimo futuro perche’ qui c’e’ una logica di interpretazione dei dati di carattere ideologico che ha portato a scambiare cio’ che veramente era antimafia con qualcosa di diverso. Sta di fatto che contro la mafia non si muove nessuno”. La procura per Montante ha chiesto la condanna a 10 anni e mezzo di reclusione. “E’ una richiesta di condanna che ha quasi il sapore del contrappasso. Montante ha operato all’insegna dell’antimafia quasi per 10 anni e mezzo e pare che la pubblica accusa si sia inspirata a questo concetto: dieci anni e mezzo hai governato, dieci anni e mezzo stai in galera. Forse e’ una casualita’, ma a me e’ venuto in mente proprio questo”. E a proposito invece della linea difensiva adottata, Taormina afferma che “qui c’e’ anzitutto da prendere atto che non ci sono implicazioni di carattere mafioso. Una volta escluse queste implicazioni di carattere mafioso, come ha riconosciuto la stessa procura, quella che era antimafia non puo’ essere mafia e quindi resta antimafia. Si tratta poi di capire se all’interno di questo percorso ci possano essere state delle situazione che non siano andate secondo quello che avrebbe voluto la legge e questo sara’ oggetto di accertamento”
di Redazione 3
Gio, 16/04/2026 - 12:49

