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Tributi e Lavori pubblici, Il “caso Sommatino” approda all’Antimafia

Redazione

Tributi e Lavori pubblici, Il “caso Sommatino” approda all’Antimafia

Gio, 25/06/2015 - 09:28

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Filippo Falcone con Claudio Fava

Filippo Falcone con Claudio Fava

CALTANISSETTA – L’ex consigliere provinciale Filippo Falcone, in una dettagliata lettera all’on. Claudio Fava, vice presidente della commissione nazionale antimafia, chiede un’indagine ed un’interrogazione parlamentare circa eventuali omissioni in atti d’ufficio e danni erariali al Comune di Sommatino.
Sotto la luce di ingrandimento delle segnalazioni dell’ex vice sindaco, l’attuale amministrazione comunale retta da Crispino Sanfilippo, soprattutto nei settori Tributi e Lavori pubblici. Falcone esordisce portando a conoscenza dell’on. Fava, “di come nel Comune di Sommatino pare si sia ormai entrati in una fase non più accettabile di opacità. In questi giorni – continua – stanno pervenendo alla cittadinanza, già in difficoltà per la crisi economica in atto, le cartelle inerenti la Tassa sui rifiuti. Ma, mentre gli onesti cittadini, seppur con estrema difficoltà, continuano a pagare i tributi comunali, da anni ormai risulta che l’A.C. pare non recuperi più i tributi evasi. Caso ancor più grave è che, per far la quadra, seppur formale dei bilanci comunali, annualmente, viene messa la Voce di Entrata inerente tali recuperi; che però rimane regolarmente lettera morta”. In merito Falcone riporta casi specifici ben documentati che, a suo tempo, sono stati resi noti anche alla Procura della Repubblica di Caltanissetta.
image“Non si possono più accettare – prosegue Falcone – possibili comportamenti omissivi, rimasti impuniti nel tempo, con evasione per anni di imposte dovute e non pagate; ciò anche in rispetto ad ogni onesto cittadino contribuente. Inspiegabilmente, dunque, – sempre secondo quando documenta Falcone – è come se, al Comune di Sommatino, vigessero norme statali “autonome” (che alla data odierna risulterebbero non ottemperate); ad esempio, oltre che sui detti tributi evasi, anche sulle sanatorie edilizie abusive accertate ecc.
Si tratterebbe di atteggiamenti amministrativi gravi, posti in essere da rappresentanti di una pubblica amministrazione, con il rischio di incorrere in omissioni in atti d’ufficio e danno erariale e che – sottolinea ancora lo scrivente – ci si augura siano al più presto sanate (se non lo fossero già), pena la possibile sospensione dei responsabili e dello stesso primo cittadino, secondo le norme del Codice penale. Conclude Falcone: “Se così, infatti, starebbero le cose, mentre i cittadini onesti di Sommatino continuano a pagare le tasse comunali, Imu e Tari in testa, gli evasori, vecchi e nuovi, continuano a farla franca, coperti da probabili atteggiamenti omissivi del Comune di Sommatino. Ciò, peraltro, non ottemperando neanche al proprio Regolamento interno, all’art.68, sulla Riscossione coatta. E’ palese dunque si tratti – se ciò sarebbe confermato – di un abuso continuo che va riportato nell’alveo della legalità. Se dovessero emergere tali omissioni da parte degli amministratori e dei funzionari del Comune di Sommatino, sarebbe confermato un sistema di non legalità amministrativa che mortificherebbe ogni elementare concezione democratica nella gestione della cosa pubblica locale. Ed ancora: che svuoterebbe la funzione e lo stimolo stesso nel credere, da parte dei cittadini, alle Istituzioni pubbliche, rischiando di creare negli stessi la convinzione che l’Ente Comune sia più un centro di questioni arbitrarie e discrezionali che non invece lo strumento per la giusta ed equa risoluzione dei problemi della collettività amministrata; a partire proprio dalla delicata questione della equità delle tasse”.
Falcone ha intenzione, seppur ormai non più impegnato nella politica attiva, di continuare nella sua battaglia di legalità, “convinto – aggiunge – che non sia possibile sussistano situazioni per le quali leggi dello Stato si applichino per taluni cittadini e non per altri. Ciò, sino a quando non sarà ripristinata la legalità”.

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