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La riflessione del sindaco Giovanni Ruvolo dopo il convegno su Piersanti Mattarella. “la sorte della Sicilia dipende dai siciliani onesti che fanno sistema contro il malaffare per l’edificazione di una società solidale”

Redazione

La riflessione del sindaco Giovanni Ruvolo dopo il convegno su Piersanti Mattarella. “la sorte della Sicilia dipende dai siciliani onesti che fanno sistema contro il malaffare per l’edificazione di una società solidale”

Mer, 10/06/2015 - 01:18

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imageCALTANISSETTA – La figura di Piersanti Mattarella è stata al centro di un interessante incontro svoltosi a Caltanissetta sabato 7 giugno, organizzato dal Centro Studi “Piersanti Mattarella” in collaborazione col centro Studi Cammarata e l’ associazione “Alcide de Gasperi”, per la presentazione del libro di Giovanni Grasso sulla biografia dell’ex Presidente della regione siciliana.
Profonde le riflessioni e stimolanti i commenti che si sono susseguiti, ma soprattutto un interrogativo è stato avanzato provocatoriamente da uno degli eminenti relatori: Cosa rimane oggi dell’esperienza di Piersanti Mattarella?
L’autore del libro ha tratteggiato la figura di Mattarella partendo dalla sua dimensione morale: uomo di alto spessore che, da cattolico, ha saputo trasferire nell’attività politica i valori della giustizia e della solidarietà. Una personalità forte che col coraggio della coerenza, la costanza e la determinazione ha dimostrato che i processi virtuosi del cambiamento si possono realizzare avendo chiari obiettivi e consolidando processi politici condivisi per la tracciabilità dell’azione amministrativa ed istituzionale, capace di rispondere alle domande, ai bisogni e alle aspettative dei cittadini.
Mattarella aveva denunciato e intrapreso una campagna rigorosa contro la corruzione, il malaffare e l’indolenza degli apparati clientelari. Il rinnovamento, diceva, “passa attraverso la formazione e la condivisione, per riformare i meccanismi dell’amministrazione pubblica nel senso dell’efficienza e della trasparenza, per sbloccare i ritardi ed eliminare le opacità del sistema burocratico che favoriscono spazi di fioritura per la criminalità mafiosa”.
Possiamo dirlo, il suo esempio ed il suo pensiero sono ancor’oggi punti di riferimento imprescindibili per quanti, amministratori, rappresentanti politici ed istituzionali, cittadini, sentono forte l’orgoglio dell’appartenenza responsabile alla comunità.
La mia esperienza di cittadino, chiamato all’assunzione di responsabilità, mi ha consentito di incontrare altri concittadini motivati dal bisogno di essere protagonisti nella costruzione del proprio futuro. Nella funzione di Sindaco, in questo mio primo anno di esperienza, con orgoglio mi sento di dire che i cittadini nisseni, al di sopra delle personali esigenze, sono consapevoli dell’importanza di pensare prioritariamente al bene comune, ponendolo come ragione fondante di tutte le scelte. Questo nella nostra città sta innescando un profondo cambiamento non solo nell’azione politico-amministrativa, ma anche nella cultura organizzativa e professionale dell’apparato burocratico e nel modo con cui i cittadini stessi si rivolgono all’Ente pubblico: non più come semplici fruitori, ma come componente attiva, partecipe e responsabile nella valutazione delle priorità.
Anche tra comunità limitrofe sta consolidandosi un nuovo approccio; amministrazioni della zona nord e sud del nisseno con diversi sindaci dell’ ennese, dell’agrigentino e dell’area madonita, siamo impegnati in questo nuovo ed entusiasmante processo di conoscenza e di inclusione che supera la logica dell’individualismo e del campanilismo.
Insieme stiamo lavorando per cercare di valorizzare le vocazioni del territorio: per il rilancio del comparto agroalimentare, con interventi di innovazione tecnologica per migliorare i processi produttivi e favorire la commercializzazione, attraverso l’organizzazione di piattaforme logistiche finora inadeguate; per la proposizione di un sistema in rete delle bellezze paesaggistiche, archeologiche e culturali, strutturando una proposta turistica e sviluppando un sistema di ricezione che punti principalmente al turismo “emozionale”, cioè basato sul rapporto umano e la conoscenza delle tradizioni, di cui il nostro territorio può certamente avvalersi. Con questo nuovo approccio metodologico sarà più facile progettare al fine di utilizzare al meglio le risorse europee, condividere strategie per la gestione virtuosa dei rifiuti, del sistema sanitario e per tanti altri interventi capaci di creare sviluppo economico ed aumento dei livelli di benessere.
La condivisione della pianificazione nell’ambito delle infrastrutture, col recupero dei principali assi viari (la A 19 ad esempio) e della viabilità secondaria, il potenziamento del trasporto ferroviario per la movimentazione delle persone (pendolari, turisti, ecc.) e delle merci, la strutturazione di hubs strategici quali, ad esempio, un interporto nell’area di Caltanissetta-Xirbi, o l’area portuale di Gela da ripensare come base per i mercati dell’area del mediterraneo, col vicino aeroporto di Comiso da utilizzare come infrastruttura cargo per trasferire in poche ore le merci in tutto il mondo.
Questa è l’idea di una Sicilia moderna che vogliamo contribuire a costruire attraverso l’integrazione e la collaborazione tra un sistema di area vasta dei territori centrali, le zone costiere e le città metropolitane.
Come diceva Piersanti Mattarella, la sorte della Sicilia dipende dai siciliani onesti che fanno sistema contro il malaffare per l’edificazione di una società solidale. Questa è l’attualità del pensiero mattarelliano che vogliamo tenere sempre presente.

Giovanni Ruvolo

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