Sindaci dell’Ato Cl1: “La raccolta torni ai comuni”

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CALTANISSETTA – La raccolta dei rifiuti ritorni a prima della costituzione degli Ato: in mano ai Comuni. E’ la linea emersa nel corso dell’assemblea dei sindaci di mercoledì sera. E per chiedere che pure l’ordinamento legislativo riconosca la possibilità agli enti di gestire la pulizia di ogni singolo paese, i sindaci sono pronti a unirsi sotto un’unica insegna e a chiedere un referendum che stravolga la disciplina e che riconsegni il servizio alle proprie dipendenze. Una linea come detto comune, e che ha trovato l’adesione dei rappresentanti di tutti i paesi. Unici assenti Caltanissetta, San Cataldo e Santa Caterina. Vuoti che non stupiscono il sindaco di Mussomeli Salvatore Calà. “Oramai per loro è diventata una prassi non partecipare”. Quali sono quindi le mosse che i primi cittadini del Nisseno attueranno in vista della “morte” dell’Ato Cl1? Come detto la restituzione ai Comuni del servizio. In particolare, gli enti pretendono la raccolta e il conferimento dei rifiuti nel rispetto di quanto previsto dalla normativa dello Stato che ha soppresso gli Ato a far data dal 2011. Ma attraverso una campagna referendaria, si punta persino a concepire un vero e proprio disegno di legge che promuova l’incentivazione della raccolta differenziata, che individui le competenze dei Comuni, delle Province e delle Regioni. Che affidi alle Province regionali la determinazione dei siti dove realizzare le discariche. Che sulla raccolta differenziata dia degli incentivi o delle sanzioni ai comuni inadempienti. Ma si richiede anche alla Regione il ripianamento dei debiti dei singoli enti, la salvaguardia del personale degli attuali Ato, con il ritorno ai Comuni di provenienza del personale e infine l’incentivazione del recupero dell’evasione e dell’elusione della Tarsu. A conclusione, è emersa unanime la bocciatura della partecipazione dei privati nella futura gestione della raccolta dei rifiuti. A dirla con le parole del sindaco Salvatore Calà “si rischia di fare la fine dell’Ato idrico e dell’ingresso dei privati nella fornitura idrica, che ha prodotto un forte aumento dei costi delle bollette per i cittadini. Con le nascenti Srr il rischio sarà lo stesso: i cittadini saranno costretti a pagare sempre di più”. (MS)