Le tensioni all’interno di Forza Italia e della maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale continuano ad alimentare il dibattito politico cittadino. A intervenire è l’ex assessore Marcello Mirisola, che replica alle dichiarazioni rese dall’assessore al Bilancio Guido Del Popolo durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, ricostruendo una serie di episodi che, a suo dire, avrebbero segnato i rapporti politici tra i due esponenti azzurri.
«Non sono un uomo incline alle polemiche personali. Tuttavia, dopo le accuse che mi sono state rivolte dall’assessore Guido Del Popolo durante il Consiglio comunale del 18 giugno, sento il dovere politico e morale di ristabilire alcuni fatti che i cittadini hanno il diritto di conoscere.
Prima ancora di entrare nel merito delle dichiarazioni rese in aula, ritengo opportuno ricordare alcuni episodi che aiutano a comprendere quale sia stato il reale rapporto politico instaurato nel tempo. Già da capogruppo di Forza Italia presentai, come tutti gli altri consiglieri, un emendamento finalizzato alla valorizzazione dell’Abbazia di Santo Spirito da inserire nella variazione di bilancio. Un emendamento che, in circostanze quantomeno singolari, finì per smarrirsi proprio sulla scrivania dell’assessore competente.
Successivamente, l’atteggiamento nei miei confronti divenne sempre più evidente. Quando fui nominato assessore, venni più volte invitato dal sindaco a rassegnare le dimissioni da consigliere comunale, in linea con gli accordi preelettorali. Una scelta che ritardai non per attaccamento alla poltrona, ma perché percepivo già allora il rischio concreto di essere allontanato alla prima occasione utile.
Per questo motivo chiesi un confronto politico diretto, durante il quale esposi con assoluta trasparenza le mie perplessità e le mie preoccupazioni. Ricevetti rassicurazioni, parole di collaborazione e promesse di lavoro di squadra orientate esclusivamente al bene della città. Col senno di poi, quelle rassicurazioni appaiono più simili a formule di circostanza che a reali intenzioni politiche.
Ancora oggi mi chiedo quale fosse la ragione di tanta ostilità. Protagonismo, desiderio di controllo o timore della competizione politica? Non spetta a me stabilirlo. Una cosa però appare evidente: probabilmente non immaginava, e soprattutto non ha mai digerito, il fatto che alle elezioni amministrative del 2024 un novellino della politica come il sottoscritto sia riuscito a raccogliere un consenso superiore al suo. Forse è da quel momento che ha iniziato a considerarmi non come un alleato con cui costruire un percorso politico condiviso, ma come un concorrente da arginare. Naturalmente questa resta una mia valutazione politica, ma aiuta a comprendere molte delle dinamiche che si sono succedute nel tempo.
Arrivo infine all’episodio più recente. Durante il Consiglio comunale del 18 giugno, in mia assenza, l’assessore Del Popolo ha ritenuto opportuno chiamarmi in causa con toni ironici e atteggiamenti talvolta spavaldi. Colpisce che tali comportamenti provengano dalla stessa persona che non perde occasione per censurare analoghi atteggiamenti quando ad assumerli nei suoi confronti sono altri consiglieri. Evidentemente la coerenza è una virtù che viene invocata per gli altri ma non sempre praticata in prima persona.
Eppure la realtà dei fatti racconta una storia diversa. L’assessore Del Popolo dimentica, forse perché assente quella sera dall’aula consiliare, che la tecnologia conserva memoria. Durante il Consiglio comunale dello scorso ottobre, prima del mio intervento sul tema della crisi idrica, ebbi con lui un colloquio telefonico proprio perché, avendo ricevuto da poco le deleghe, ritenevo corretto confrontarmi con chi in quel settore deteneva esperienza, competenze e soprattutto le risorse economiche necessarie ad affrontare la problematica.
Le informazioni che esposi in aula furono il risultato di quel confronto. Nessuno le contestò allora e nessuno le ha contestate successivamente, almeno fino ad oggi. Tentare adesso di prendere le distanze da quelle stesse affermazioni significa smentire non il sottoscritto, ma sé stesso» – dichiara l’ex assessore Marcello Mirisola.
«La politica è una cosa seria. Richiede rispetto degli avversari, memoria dei fatti e coerenza nei comportamenti. Qualità che i cittadini sanno riconoscere e che rappresentano il vero metro con cui misurare lo spessore di chi li rappresenta.
Si può ricoprire un incarico, si può esercitare un ruolo, si può perfino detenere potere. Ma il rispetto e la credibilità non si ottengono per nomina: si conquistano giorno dopo giorno attraverso i comportamenti. E sono proprio i comportamenti dell’assessore Del Popolo a raccontare una storia diversa da quella che oggi tenta di rappresentare» – conclude Marcello Mirisola.

