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Serradifalco, il 2 novembre l’incontro “Il culto dei morti in Sicilia”: un viaggio tra storia, fede e riti dedicati ai defunti

Redazione 3

Serradifalco, il 2 novembre l’incontro “Il culto dei morti in Sicilia”: un viaggio tra storia, fede e riti dedicati ai defunti

Dom, 25/10/2026 - 09:12

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Dalle prime testimonianze del cristianesimo alle usanze popolari dei nostri giorni, per comprendere come si sia trasformato nel tempo il rapporto tra i vivi e i defunti. È il percorso proposto dall’incontro «Il culto dei morti in Sicilia. Dalle origini paleocristiane alle tradizioni di Serradifalco», organizzato dall’Associazione culturale Serra del Falco e in programma lunedì 2 novembre 2026, alle ore 18:30, nella Sala della Comunità della Chiesa Madre. L’iniziativa intende approfondire le radici storiche, religiose e antropologiche di una ricorrenza che, soprattutto in Sicilia, conserva un forte valore identitario. Attraverso un excursus che passa tra epoche e consuetudini, i relatori ricostruiranno l’evoluzione delle pratiche devozionali e delle credenze popolari, soffermandosi sulle peculiarità del contesto serradifalchese. Ad aprire l’appuntamento sarà l’arciprete don Biagio Biancheri, che porterà i saluti iniziali e introdurrà i lavori, richiamando il significato spirituale della commemorazione e il suo valore per la comunità. Il prof. Sergio Luigi Milazzo ripercorrerà le tappe del culto dei morti dall’età paleocristiana al Rinascimento, illustrando le trasformazioni della visione cristiana della morte e le testimonianze lasciate dalle diverse epoche nelle pratiche funerarie, nella liturgia e nelle espressioni artistiche. A seguire, il prof. Carmelo Salvatore Benfante Picogna si concentrerà sul periodo compreso tra il 1660 e i giorni nostri, esaminando i cambiamenti intervenuti nelle consuetudini siciliane e nelle tradizioni di Serradifalco. Particolare attenzione sarà riservata alle contaminazioni con altre culture che nel corso dei secoli hanno contribuito a modellare credenze, rituali e forme di commemorazione, dando vita a un patrimonio ricco di stratificazioni e significati. Il ricordo di chi non c’è più, infatti, non si esaurisce nella dimensione religiosa, ma si esprime anche attraverso gesti familiari, racconti tramandati, simboli e consuetudini alimentari. Sono elementi che restituiscono l’immagine di una società e del suo modo di interpretare la perdita, mantenendo vivo il legame tra le generazioni. A conclusione della serata è prevista una degustazione dei dolci tipici serradifalchesi offerti da pasticcerie e panifici locali, occasione per riscoprire sapori legati alla ricorrenza e valorizzare le produzioni del territorio, grazie al contributo delle attività locali. L’appuntamento si propone così di coniugare approfondimento storico e partecipazione, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di conoscere meglio le origini delle proprie usanze e il modo in cui queste si sono trasformate nel tempo. Perché custodire le tradizioni significa anche comprenderne le radici, riconoscere gli apporti delle diverse culture e trasmettere alle nuove generazioni una parte significativa della memoria collettiva.

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