Oltre 1.200 chilometri quadrati di territorio bruciato, una superficie poco inferiore a quella del Comune di Roma, con la Sicilia che concentra il 55% delle aree colpite. E’ il bilancio degli incendi boschivi in Italia dal primo gennaio al 15 settembre 2026, secondo i dati aggiornati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). In tale periodo, sono stati registrati 2.076 grandi incendi, con una superficie complessiva percorsa dal fuoco tra le piu’ elevate degli ultimi anni.
Le aree forestali interessate ammontano a quasi 200 chilometri quadrati, pari al 16% della superficie totale bruciata. Tra gli ecosistemi maggiormente colpiti figurano 78 chilometri quadrati di querceti e boschi misti, 65 di macchia alta e boschi di leccio e sughera e 44 di foreste di conifere sempreverdi. Gli incendi hanno interessato tutte le regioni italiane. Dopo la Sicilia, le quote piu’ elevate di superficie bruciata si registrano in Calabria e Puglia, entrambe intorno al 10%. Al Nord la regione piu’ colpita e’ il Piemonte, con il 4%, mentre al Centro e’ l’Abruzzo, sempre con il 4%.
La provincia di Agrigento presenta il bilancio piu’ grave, con 222 chilometri quadrati bruciati, di cui circa 15 di superficie forestale. Particolarmente rilevante l’impatto sulle aree protette: oltre il 30% della superficie complessivamente bruciata ricade in parchi, riserve naturali e siti Natura 2000. Queste aree comprendono anche circa il 40% delle superfici forestali percorse dal fuoco. Tra gli episodi piu’ significativi, Ispra segnala l’incendio del 20 luglio tra Agrigento e Palermo, che ha interessato 63 chilometri quadrati, e quello del 4 agosto tra Biella e Vercelli, con circa 9 chilometri quadrati di foreste coinvolte.
“La prevenzione non si improvvisa quando arrivano le fiamme: si costruisce prima, attraverso la conoscenza scientifica, la pianificazione e la collaborazione tra istituzioni, comunita’ locali e cittadini”, afferma Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra e Snpa. Il monitoraggio dell’istituto si basa su osservazioni satellitari ad alta risoluzione. Gallone richiama anche il ruolo dei droni e la necessita’ di sostenere i sindaci nella prevenzione e nella gestione del rischio. A livello europeo, i dati Effis evidenziano scostamenti rilevanti dalle medie storiche in Spagna, Francia, Italia, Croazia e Belgio

