VENEZIA – La storia, l’identità e il patrimonio culturale di Niscemi protagonisti nella prestigiosa cornice di Palazzo Ducale, a Venezia, grazie all’intervento dell’architetto Daniela Vullo, Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, invitata in qualità di relatrice dal Soprintendente della Città metropolitana di Venezia al convegno nazionale dedicato alla tutela e alla gestione del rischio del patrimonio culturale.
L’appuntamento, svoltosi in occasione del sessantesimo anniversario della devastante alluvione che colpì Firenze nel 1966, ha riunito rappresentanti istituzionali del Ministero della Cultura, esperti del settore e Soprintendenti provenienti da diverse città italiane, tra cui Milano, Firenze, Venezia e Genova.

Al centro dell’intervento della Soprintendente Vullo, la frana di Niscemi e le sue conseguenze sul patrimonio storico e culturale della città, affrontate attraverso una ricostruzione che ha intrecciato la memoria del territorio, le testimonianze artistiche e le problematiche legate alla salvaguardia dei beni culturali.
Particolarmente significativo il riferimento alle origini storiche di Niscemi, raccontate anche attraverso la rappresentazione pittorica dell’abitato settecentesco custodita nel sovrapporta di Palazzo Butera, a Palermo. Una testimonianza artistica che restituisce un’immagine del centro abitato e contribuisce a ricostruirne l’identità storica, offrendo una prospettiva che va ben oltre le vicende legate al dissesto idrogeologico.
Un altro passaggio dell’intervento è stato dedicato alla Biblioteca Marsiano, con particolare attenzione alle operazioni di recupero dei volumi condotte dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, con il supporto dei proprietari dell’immobile. Un’attività che ha rappresentato un importante intervento di salvaguardia del patrimonio librario e della memoria culturale del territorio, evidenziando il valore della collaborazione nella tutela dei beni culturali in situazioni di emergenza.

Ma la partecipazione al convegno veneziano ha assunto anche un significato più ampio: offrire una rappresentazione di Niscemi diversa da quella che, soprattutto in occasione delle vicende legate al dissesto idrogeologico, ha trovato spazio in parte dell’informazione nazionale.
La Soprintendente Vullo ha infatti voluto richiamare l’attenzione su una città che non può essere identificata esclusivamente con le problematiche urbanistiche o con gli stereotipi legati all’abusivismo edilizio, troppo spesso riproposti attraverso narrazioni superficiali, ma che custodisce una storia importante, testimonianze artistiche e un patrimonio culturale meritevole di essere conosciuto, valorizzato e tutelato.
Un messaggio rivolto a una platea particolarmente qualificata, composta da rappresentanti delle istituzioni culturali nazionali e da professionisti quotidianamente impegnati nella tutela del patrimonio storico e artistico italiano.
La presenza di Daniela Vullo a Palazzo Ducale ha così rappresentato un’occasione per portare il caso di Niscemi all’attenzione nazionale non soltanto come emergenza territoriale, ma anche come questione di salvaguardia dell’identità e della memoria collettiva.
Un contributo che ha permesso di raccontare, in una delle sedi culturali più prestigiose d’Italia, il valore di un territorio la cui ricchezza storica e artistica rischia troppo spesso di rimanere in secondo piano rispetto alle cronache delle emergenze.
Perché, accanto alle ferite provocate dal dissesto del territorio, esiste una Niscemi fatta di storia, cultura e memoria, un patrimonio che merita di essere preservato e tramandato alle future generazioni.

