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Spaghetti e un kart, la festa all’italiana di Antonelli

Redazione

Spaghetti e un kart, la festa all’italiana di Antonelli

Lun, 07/09/2026 - 19:37

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Spaghetti e un kart da guidare. Manca l’autoradio per completare l’iconografia dell’ “italiano vero”, ma il resto c’è tutto: Kimi Antonelli vive il suo giorno straordinario all’insegna di una normalità quasi paesana. Eppure è il campione del giorno, il ragazzo più ricercato del momento: ma la scelta di celebrare lo storico trionfo a Monza senza strafare, in controtendenza a quello che invece fa in pista, lo avvicina ancora di più al popolo dei tifosi che lo ha definitivamente incoronato a Monza. Dopo aver scalato 19 posizioni e restituito all’Italia della formula 1 il successo sulla pista di casa a distanza di 60 anni, il ventenne si è servito una spaghettata direttamente nel trofeo conquistato.

Dice che lo aveva promesso, ha mantenuto facendo impennare i like dei suoi social. “Primo a casa mia” le parole del pilota Mercedes accompagnate dallo scatto che lo ritrae mentre mangia ancora sul circuito il classico al pomodoro e la folla festante intona un altro inno dell’italianità. Quel ‘sarà perché ti amo’ targato Ricchi e poveri e diventato un po’ colonna sonora dello sport azzurro che vince (lo avevano intonato anche le pallavoliste olimpioniche a Parigi). Da trionfatore a Monza Antonelli è tornato poi alle origini: perché per metabolizzare lo choc positivo del successo sulla pista di casa serve normalizzare. E allora eccolo a meno di 24 ore dalla rimonta-show tornare di nuovo al volante, ma di un kart: al Franciacorta di Castrezzato, nel bresciano, il pilota della Mercedes ha trascorso alcune ore con il suo team e riabbracciato una disciplina che ha segnato gli inizi della sua carriera. “Guidare è quello che mi piace fare – le parole di un raggiante Antonelli -. E’ stato bello, era da gennaio che non andavo sui kart, ed è sempre bello tornare dove tutto ebbe inizio. Poi una giornata così insieme al team, puro divertimento, è il top”.

A spingerlo di nuovo alla guida dopo una domenica così intensa “la passione. Perché sono molto ko, sono abbastanza cotto ma non si può dire di no al kart. Era una giornata a cui tenevo, è puro divertimento ma anche allenamento”. Il trionfo a Monza è arrivato in un gp in cui il ventenne partiva dalle retrovie, causa cambio della power unit con conseguente penalità in fondo alla griglia: “Nessuno se l’aspettava, neanche io, di vincere – ha ribadito -. A essere sincero pensavo di perdere qualche punto, invece venirne fuori così ti dà una bella carica. Allo stesso tempo ti fa capire quanto sia importante sfruttare ogni singola occasione, perché questo tipo di giornate possono fare la differenza a fine anno”.

E le emozioni non sono sopite: “Difficile descrivere la giornata che abbiamo vissuto,è un sogno a occhi aperti – aveva scritto il Kimi nazionale nel post sui social al risveglio -. Ciò che ho vissuto è qualcosa che non dimenticherò mai il podio di Monza è indescrivibile, il calore di tutti i tifosi e la marea di gente che non finisce più. Ringrazio chi sta rendendo quest’anno speciale”. Leader del mondo che proprio dopo la tappa italiana guarda all’obiettivo finale sempre più da favorito: e ora c’è subito Madrid. Nel mondo lo hanno omaggiato in tutti i modi, maestro, re, e monumental come la spettacolare curva del rinnovato circuito brianzolo. “Ma io sono uno a cui piace essere basso profilo” sorride il pilota. Lo ricorda anche il papà Marco: “E’ in stato di grazia, ma sa di non doversi mai sentire un numero 1”. Eppure lo è: persino il ferrarista incallito, mai tenero con i piloti non di Maranello seppure italiani, ora tifa per lui Come succede? Sarà perché lo ama… 

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