SERRADIFALCO. Riceviamo e pubblichiamo nota a cura della madre di un giovane affetto da disabilità grave che chiede l’erogazione delle ore di assistenza a favore del figlio.
“La misura è colma e la pazienza è esaurita. A distanza di anni dall’approvazione di un progetto individuale che avrebbe dovuto garantire assistenza, dignità e inclusione a Walter – un giovane di Serradifalco affetto da disabilità grave – la sua famiglia continua a sbattere contro il muro di un’amministrazione comunale sorda e immobile.
Nonostante il Tribunale di Caltanissetta (Sezione Civile, Giudice Dott. Dario Albergo) si sia espresso in modo inequivocabile con un’ordinanza cautelare che ordina al Comune di Serradifalco di provvedere “senza alcun ulteriore ritardo” all’effettiva erogazione delle ore di assistenza domiciliare ed educativa previste, il sindaco e la sua giunta continuano a ignorare la legge e a voltare le spalle a un ragazzo in difficoltà.
A denunciare la situazione è Teresa Lipani, madre e amministratore di sostegno. Una donna che affronta questo calvario completamente da sola, senza il supporto di alcuna associazione o rete di protezione, lasciata sola dalle istituzioni che dovrebbero tutelarla. Assistita dall’avvocato Giuseppe Impiduglia, lancia un avvertimento durissimo che chiama in causa direttamente le responsabilità politiche del sindaco:
«Sono una madre completamente sola, senza alcuna associazione o ente alle spalle a sostenermi in questa battaglia quotidiana. Lotto ogni giorno da sola per garantire a mio figlio il diritto elementare di vivere con dignità. Il sindaco e questa amministrazione comunale sono i diretti e unici responsabili di questo stillicidio: voltarsi dall’altra parte e ignorare un’ordinanza del tribunale è un atto gravissimo e inaccettabile. Voglio dire chiaramente che non mi fermerò: sono disposta a tutto. Se necessario, li trascinerò nuovamente in tribunale e sono pronta a compiere azioni eclatanti in prima persona per far valere i diritti di mio figlio. Il sindaco deve assumersi le sue responsabilità politiche e umane di fronte alla città. Walter Pio ha bisogno di aiuto adesso, e non permetterò che l’inerzia di questa amministrazione calpesti ancora la sua vita».
La vertenza riguarda il riconoscimento e l’applicazione effettiva delle 6 ore giornaliere di assistenza domiciliare e delle 9 ore settimanali di educativa domiciliare stabilite nel piano personalizzato del 14 maggio 2021. Di fronte al persistente e ingiustificato inadempimento del Comune, la madre lancia un appello accorato affinché l’opinione pubblica rompa il muro del silenzio intorno a questa ingiustizia.
La battaglia non si ferma qui: una madre sola ma determinata è pronta a battersi fino in fondo, con ogni mezzo legale e con azioni personali eclatanti, fino a quando il sindaco e il Comune non rispetteranno la giustizia e i bisogni vitali di suo figlio”.

