Salute

Ennesima feroce violenza all’Ospedale “Cannizzaro” di Catania. Giuliano (Ugl): “Siamo di fronte a un bollettino di guerra”

Redazione 1

Ennesima feroce violenza all’Ospedale “Cannizzaro” di Catania. Giuliano (Ugl): “Siamo di fronte a un bollettino di guerra”

Lun, 07/09/2026 - 17:11

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L’ennesimo episodio di ferocissima violenza consumatosi all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove un uomo ha aggredito con calci, pugni e persino con il lancio di una bottiglia d’acqua ossigenata medici e infermieri in servizio al pronto soccorso, riaccende con forza i riflettori su una vera e propria emergenza nazionale. La UGL Salute esprime la più ferma e durissima condanna per quanto accaduto e manifesta la totale e incondizionata solidarietà ai professionisti sanitari coinvolti.

A intervenire con decisione è Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute: “Siamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra che continua purtroppo ad aggiornarsi ogni singolo giorno, trasformando la nostra sanità in un teatro di scontro continuo. Non è più tollerabile che medici, infermieri e operatori sanitari debbano recarsi al lavoro con la costante paura di essere aggrediti, minacciati di morte o fisicamente colpiti mentre svolgono il proprio dovere per garantire la tutela della salute pubblica. La misura è oramai colma e la solidarietà di facciata non serve più a nulla, perché chi aggredisce un operatore sanitario aggredisce direttamente lo Stato ed è arrivato il momento di dare risposte concrete, severe e immediate”.

Sulla stessa linea d’onda interviene Franco Scaduto, Segretario Regionale UGL Salute Sicilia: “L’inaudita violenza registrata al Cannizzaro di Catania dimostra ancora una volta l’estrema vulnerabilità dei nostri Pronto Soccorso, dove solo il tempestivo e provvidenziale intervento degli agenti del posto di polizia interno e delle Volanti della Questura ha evitato che l’episodio sfociasse in una tragedia ben più grave. Gli ospedali siciliani non possono continuare a essere considerati delle trincee abbandonate al proprio destino, in cui un personale già stremato da organici ridotti all’osso e da turni massacranti si trova anche costretto a fare da scudo umano alle frustrazioni e all’aggressività di soggetti pregiudicati e fuori controllo”.

Di fronte a questa escalation incessante, la UGL Salute ribadisce con forza le proprie storiche richieste sollecitando le istituzioni ad agire senza ulteriori indugi attraverso il ripristino e il potenziamento dei posti di Polizia con presidi fissi h24 in tutti i Pronto Soccorso e nelle strutture a rischio, la certezza delle pene e l’applicazione rigorosa dell’arresto in flagranza per gli aggressori, l’implementazione di adeguati sistemi tecnologici di videosorveglianza e allarme rapido. In questo quadro, un ruolo centrale deve essere affidato al potenziamento della sanità territoriale: rafforzare i presidi locali, le case di comunità e l’assistenza primaria è infatti fondamentale per decongestionare la rete dell’emergenza-urgenza, offrendo risposte tempestive ai bisogni di cura non critici ed evitando che l’imbuto dei Pronto Soccorso generi l’accumulo di tensioni e le conseguenti aggressioni, assicurando che la sigla sindacale continuerà la propria battaglia affinché la sicurezza nei luoghi di cura torni a essere una priorità assoluta dell’agenda politica e sanitaria.

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