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Cammino di San Giacomo, il 9 settembre via al progetto pilota della Regione Siciliana

Redazione 1

Cammino di San Giacomo, il 9 settembre via al progetto pilota della Regione Siciliana

Lun, 07/09/2026 - 18:00

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Il rumore dei passi, i campi di grano, una vecchia ferrovia che taglia la campagna, i fichidindia ai bordi del sentiero, gli uliveti, le greggi, una pagnotta di grani siciliani a dare ristoro durante la sosta. Il nuovo progetto di valorizzazione del Cammino di San Giacomo in Sicilia parte da un principio semplice: un cammino non è soltanto la linea tracciata su una mappa, ma ciò che accade intorno a quella linea.

È questo il cuore del progetto pilota che l’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, guidato da Luca Sammartino, presenterà mercoledì 9 settembre alle ore 11 al Palazzo comunale di Caltagirone. La Regione vuole trasformare l’itinerario da Caltagirone a Capizzi in una cerniera economica e culturale della “Terra di Sicilia”, mettendo in relazione il pellegrino con le aziende agricole, gli artigiani, i produttori, le strutture di accoglienza e le comunità che custodiscono il paesaggio. Il progetto tecnico individua proprio nel coinvolgimento diretto delle aziende agricole, uno degli elementi centrali del piano, accanto alla messa in sicurezza del tracciato, alla nuova segnaletica, alle aree attrezzate e ai punti di ristoro.

«Ogni pellegrino che attraversa questi territori può diventare ambasciatore della Sicilia rurale – spiega il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore Luca Sammartino – se lungo il percorso trova il pane prodotto con il nostro grano, incontra un allevatore, entra in un caseificio, conosce un artigiano o acquista direttamente da un’azienda agricola, il viaggio genera valore che resta sul territorio». Tra i segni distintivi della nuova fase del Cammino – promossa dal Dipartimento Sviluppo Rurale – ci sarà il “Pane del Pellegrino”, che sarà presentato proprio mercoledì 9 settembre a Caltagirone: un prodotto pensato per legare in modo concreto e simbolico il viaggio alla valorizzazione dei grani siciliani. Un alimento antico, essenziale e profondamente legato alla tradizione del pellegrinaggio diventa così espressione del territorio e simbolo identitario del percorso.

Accanto al pane nascerà la rete dei “Custodi del Cammino”, che trasformeranno il percorso in una rete diffusa di esperienze. Nella prima parte del Cammino, fra Caltagirone e Mirabella Imbaccari, le vecchie linee ferroviarie attraversano vallate coltivate a cereali e foraggio, uliveti e campi di fichidindia. Più avanti cambia la Sicilia e cambia l’agricoltura. Fra Valguarnera e Assoro il pellegrino attraversa campi di cereali e raggiunge la Piana di Dittaino, territorio di attività agroalimentari e di frutteti. Salendo verso Assoro ricompaiono uliveti e piccoli appezzamenti rurali; tra Assoro e Nissoria il paesaggio conserva tracce di antichi terrazzamenti destinati alla vite. Poco oltre, le campagne tornano ad aprirsi fra grano, foraggio, uliveti e greggi al pascolo. Verso Nicosia e Capizzi, alle porte dei Nebrodi, entra invece con forza il mondo zootecnico e caseario.

Il Cammino diventa quindi una rappresentazione quasi fisica della diversità agricola della Sicilia interna. Ed è proprio questo il salto di qualità che l’assessorato vuole imprimere: promuovere una destinazione religiosa, costruendo un’esperienza territoriale completa. Una direzione coerente anche con le politiche regionali che puntano a rafforzare trasformazione, promozione delle eccellenze agroalimentari, valorizzazione delle aree interne e diversificazione del reddito delle imprese agricole.

Il Cammino può così diventare un laboratorio di quella che viene definita economia della lentezza: chi viaggia a piedi, in bicicletta o a cavallo ha tempi diversi rispetto al turista tradizionale. Ha bisogno di dormire, mangiare, fermarsi, rifornirsi, parlare con le persone. E ogni fermata può diventare un’occasione unica per un piccolo comune. I numeri del percorso raccontano una Sicilia lontana dalle coste e dai grandi poli del turismo: circa 130 chilometri da Caltagirone a Capizzi, attraversando comunità delle province di Catania, Enna e Messina. Il 9 settembre, insieme a Sammartino, interverranno: il vescovo di Acireale e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana S.E. Mons. Antonino Raspanti; mons. Calogero Peri (Caltagirone); mons. Rosario Gisana (Piazza Armerina); mons. Giuseppe Schillaci (Nicosia); mons. Guglielmo Giombanco (Patti), i sindaci dei territori e Totò Trumino, ideatore del Cammino.

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