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Recensioni online, una su tre è falsa: le nuove regole e la stretta dell’Antitrust

Michele Spena

Recensioni online, una su tre è falsa: le nuove regole e la stretta dell’Antitrust

Mer, 02/09/2026 - 16:39

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Le recensioni online orientano l’82% delle prenotazioni di alloggi e il 70% delle scelte al ristorante, secondo il Centro studi del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Circa una su tre, però, è falsa: scritta senza che l’autore abbia mai messo piede nel locale o dormito nella struttura. Un tema che riguarda da vicino la Sicilia, in piena estate da record per il turismo italiano, dove la reputazione digitale di alberghi, agriturismi e trattorie incide direttamente sui flussi.


Dal 7 aprile è in vigore la legge 34/2026, la prima norma italiana pensata per contrastare il fenomeno. Chi recensisce deve aver acquistato il servizio e deve farlo entro 30 giorni dall’esperienza; la piattaforma può chiedere una prova, dallo scontrino al codice ricevuto dopo la prenotazione. Vietati sconti e omaggi in cambio di giudizi positivi. Il perimetro copre turismo, ristorazione e attrazioni: ristoratori e albergatori possono chiedere la rimozione dei contenuti illeciti direttamente ai gestori delle piattaforme.


Nel frattempo l’Antitrust ha alzato il tiro anche sugli aggregatori. A marzo l’AGCM ha multato Trustpilot per 4 milioni di euro: il posizionamento delle aziende sul sito non dipendeva soltanto dai giudizi degli utenti, perché i servizi a pagamento garantivano più visibilità senza che chi leggeva ne fosse informato. Il punto sollevato dall’Autorità va oltre il caso singolo: prima di fidarsi di una classifica bisogna capire chi la compila e con quali criteri.


È un criterio che vale doppio nei settori a concessione, dove il confronto tra operatori richiede anche la verifica delle licenze. Funziona così, per esempio, la classifica aggiornata dei casinò online di DAZN News, che considera solo concessionari autorizzati ADM e dichiara i parametri usati per l’ordinamento. La posta per gli esercenti resta alta anche nei settori tradizionali: l’ufficio studi FIPE-Confcommercio stima che le recensioni possano muovere fino al 30% del fatturato di un’attività.


Il quadro si completerà con le linee guida dell’AGCM, attese dopo la consultazione pubblica chiusa a metà luglio, che diranno alle piattaforme come applicare in concreto i nuovi obblighi. In attesa dei controlli, qualche accortezza aiuta già oggi: diffidare dei profili appena creati che pubblicano a raffica, dei giudizi fotocopia con le stesse formule e delle valutazioni entusiaste concentrate in pochi giorni. Sono i segnali tipici delle campagne comprate, quelle che le nuove regole puntano a rendere sempre meno convenienti.

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