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Denunciò la scomparsa del marito, arrestata insieme al figlio: il cadavere forse buttato nel fiume

Redazione

Denunciò la scomparsa del marito, arrestata insieme al figlio: il cadavere forse buttato nel fiume

Mer, 30/09/2026 - 19:47

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Un “diabolico piano” di ex moglie e figlio “per eliminare un soggetto scomodo, rispetto al quale entrambi nutrivano un profondo rancore e reo di stare dismettendo il proprio compendio immobiliare”. E’ quello messo in atto, secondo il gip di CROTONE, da Daniela Rossato, di 60 anni, e Nicola Giglio (28) arrestati stamani dai carabinieri con l’accusa di omicidio in concorso aggravato da futili motivi e occultamento di cadavere, per il delitto dell’ex marito e padre degli indagati, Salvatore Giglio (69) di cui la donna aveva denunciato l’allontanamento volontario da casa il 25 settembre del 2024. La donna, in particolare, aveva raccontato ai carabinieri che l’ex marito (che definiva ormai solo un “vicino di casa”) non era più tornato a casa dal 21 settembre.

L’ex moglie aveva anche avanzato alcune ipotesi circa l’allontanamento dell’uomo, la partecipazione ad un ritiro spirituale o la fuga con un’amante. Ipotesi, però, smentite dalle indagini dei militari. Le telecamere di videosorveglianza privata del vicinato, infatti, avrebbe documentato quello che potrebbe essere stato l’ultimo giorno di vita di Giglio. L’uomo viene ripreso mentre rientra a casa alle 12:08, seguito subito dopo dall’ex moglie e dal figlio. Quindi si sentirebbero urla e grida e da quel momento, l’uomo non sarebbe più uscito dall’abitazione.

Madre e figlio hanno provato a sostenere che Salvatore Giglio fosse scappato scavalcando il muro di cinta dell’abitazione, ma non sono stati creduti dagli investigatori in quanto l’uomo aveva problemi motori. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Comando provinciale, che hanno condotto le indagini con il coordinamento della Procura di CROTONE diretta da Domenico Guarascio, dopo aver compiuto il delitto, il cadavere sarebbe stato trasportato in auto e scaricato nel fiume Tacina. I tracciati del Gps satellitare dell’auto di Rossato rivelano che il 23 settembre 2024 per tre volte si era recata nella zona prima dell’ultimo, avvenuta nella stessa notte. La donna ha giustificato questi movimenti come ricerche del marito.

Il Cadavere non è stato ritrovato. La donna aveva anche acquistato in un supermercato, il 23 settembre, candeggina e acido muriatico con i quali avrebbe pulito meticolosamente la scena del crimine, mentre vestiti, riviste e la Bibbia della vittima sono stati bruciati nel camino per giorni. Un trojan inserito dagli investigatori nel telefono di Daniela Rossato, ha anche rivelato le spasmodiche ricerche su Google sulle “tecniche d’interrogatorio le più efficaci” e sulla “tecnica poliziotto buono poliziotto cattivo”. Il figlio, invece, è stato intercettato mentre suggeriva alla madre la linea da tenere: “Quando non sai cosa rispondere non rispondi … dici ‘non mi ricordo’ … stop”. Salvatore Giglio era noto come instancabile lavoratore e fervente Testimone di Geova, ma tra le mura domestiche veniva descritto nelle dichiarazioni agli investigatori come un padre padrone, severo e autoritario. Le figlie e la stessa ex moglie hanno riferito ai militari di gravi episodi di violenza domestica.

Daniela Rossato, in particolare, ha parlato di due episodi in particolare, mai denunciati prima, in cui l’uomo l’avrebbe legata a una sedia infliggendole scosse di corrente elettrica con i cavi della batteria dell’auto, anche durante una gravidanza. La Gip di CROTONE, Elisa Marchetto, accogliendo le richieste di custodia cautelare avanzate dalla Procura ha descritto il quadro probatorio emerso dalle telecamere come “adamantino” attribuendo agli indagati una “sistematica attività di inquinamento probatorio” e una “strategia dilatoria e ingannevole” e riconducendo il delitto alla scoperta che l’uomo stava vendendo in gran segreto case e terreni di famiglia

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