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Inps Sicilia. Lavoro nero: “A settembre, dalla campagna ispettiva “Black Day”, dati sconfortanti”

Redazione 1

Inps Sicilia. Lavoro nero: “A settembre, dalla campagna ispettiva “Black Day”, dati sconfortanti”

Mer, 30/09/2026 - 16:54

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Anche nel mese di settembre, la campagna ispettiva dell’INPS Sicilia denominata “Black day” volta al contrasto del lavoro nero nelle attività imprenditoriali di piccole dimensioni rassegna dei dati davvero sconfortanti. “Nelle due settimane che vanno dal 15 al 28 settembre – afferma il direttore regionale INPS Sicilia Sergio Saltalamacchia – a Palermo, Catania e Messina e, quindi, nelle tre città più grandi della nostra regione, così come in altri centri come Gela, Modica e San Vito Lo Capo, sono state ispezionate 48 aziende, con il precipuo scopo di verificare l’eventuale presenza, al loro interno, di rapporti di lavoro in nero”.

Il “Black day” di settembre – continua il direttore regionale – ha riguardato aziende operanti nei più disparati settori, dall’abbigliamento ai grandi magazzini, dai panifici agli autolavaggi, passando per negozi di casalinghi e bar. All’esito dei controlli che, come di consueto hanno mobilitato l’intero nostro corpo ispettivo affiancato dall’INL, dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri territoriali e del NIL, sono stati scoperti ben 52 soggetti in nero, tra lavoratori ed autonomi, con conseguente addebito della contribuzione evasa e l’irrogazione delle sanzioni di legge”.

“Unica nota positiva rispetto alla precedente ed analoga iniziativa – conclude il direttore regionale – l’assenza, tra i soggetti controllati, di percettori di Assegno di inclusione”. “I dati meritano senz’altro un’analisi più approfondita e vanno, come di consueto, raffrontati con i precedenti. Tuttavia, basandoci sulla circostanza che solo 16 delle 48 aziende ispezionate non presentavano alcun soggetto in nero, né lavoratori contestualmente percettori di ADI, e tenendo presente un rapporto fra i lavoratori in nero scoperti e il numero di ispezioni eseguite che continua ad essere ben superiore a 1, non possiamo che prendere atto della presenza di una irregolarità ancora diffusa, con non poche attività che operano in violazione delle norme poste dal Legislatore per favorire e tutelare il lavoro regolare.

E’ questa – conclude il direttore regionale – una situazione che danneggia i lavoratori, esponendoli di fatto anche a rischi molto elevati, ma che introduce anche numerosi elementi distorsivi del mercato, con danni enormi e tangibili per tutte quelle aziende che, invece, operano nel pieno rispetto di norme e regole. Da qui, il nostro impegno istituzionale per fare emergere ogni tipo di irregolarità ed agire, di conseguenza, a norma di legge”.

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