Pagare 3 mila euro d’affitto al mese era diventato insostenibile, così dopo quasi 100 anni di attività familiare, Domenico Belletti, 81 anni da compiere tra due mesi, è stato costretto ad abbassare per sempre la saracinesca della sua edicola a Lipari, la più grande delle sette isole dell’arcipelago delle Eolie. Ma non s’è arreso e ha trasformato il suo furgoncino rosso in un piccolo punto vendita itinerante consegnando giornali, riviste e buste a sorpresa per le strade e i vicoli dell’isola, dove vivono circa 10 mila persone e dove nel periodo estivo la popolazione raggiunge le 30 mila presenze con villeggianti e turisti.
La storia è quella di un’attività di famiglia nata nel 1928 e arrivata alla terza generazione, costretta a chiudere i battenti per il costo troppo alto del locale in affitto. Ma non si è arreso: quotidiani, riviste, libri e tutto il resto della merce hanno trovato posto sul furgone, lavorando per residenti e turisti. “Non voglio togliere un servizio a Lipari”, racconta Belletti. L’edicola di famiglia, nata quando i giornali arrivavano nell’isola sulle barche a remi, nel tempo era diventata anche un punto di riferimento culturale per chi cercava libri e pubblicazioni sulla storia e la natura delle Eolie, anche in lingua straniera. “Sto provando a resistere in questo modo – dice Belletti a Repubblica in merito alla sua ‘edicola mobile’ – perché non voglio che si perda tutto. Ma tra due mesi faccio 81 anni, e non so per quanto tempo potrò avere la forza, sono un po’ affaticato. Solidarietà? So che hanno scritto dei messaggi, ma nulla di concreto dalle istituzioni”.
Sono 15 mila le edicole sparite in Italia negli ultimi vent’anni, -42,5%. Ne sopravvivono circa 20 mila e soltanto in poco più della metà si vendono esclusivamente prodotti editoriali. E non c’è più traccia di edicole in 5 mila comuni, secondo un recente studio dell’Istat su un campione di 7.894 enti locali. La Sicilia è tra le regioni più colpite da questa desertificazione. Delle vecchie 4.799 rivendite, oltre 2.000 hanno chiuso definitivamente i battenti, lasciando la regione con meno di 3.000 edicole attive (-42%). Per fronteggiare la crisi, in Sicilia tre anni fa è stato firmato il decreto “salva edicole” dando la possibilità alle rivendite di trasformarsi in “multiservice points”, per destinare parte della superficie commerciale alla vendita di prodotti alimentari e non alimentari, all’installazione di distributori automatici e alla somministrazione di alimenti e bevande. Con un bando pubblicato due anni fa, inoltre, la Regione siciliana ha stanziato 4,2 milioni di euro in favore delle edicole dando un contributo fino a 5 mila euro in regime de minimis a ciascun giornalaio con sede legale in Sicilia: sono stati 292 gli edicolanti che ne hanno beneficiato

